Università degli Studi di Cassino – Esami, blocco confermato dopo il Consiglio

Fonte:
La Provincia
Venerdì 18 Giugno 2010 Area Sud, pagina 26
di Sergio Procacci

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universita di cassino scipero blocco esamiL’università è viva. Lo testimonia quanto è successo ieri in via Bellini, dove, alla convocazione di un Consiglio di facoltà straordinario hanno risposto in massa docenti e studenti. Il preside della Facoltà di Lettere, Sebastiano Gentile, ha esordito ricapitolando i precedenti della vicenda e testimoniando come vi sia una ferma volontà ad andare avanti nella protesta, prendendosi ulteriori dieci giorni per vedere come si muoveranno gli altri e, in linea di massima, continuando a garantire il servizio per i “casi speciali” dei laureandi, degli Erasmus e dei borsisti. Sostanzialmente si vuole porre l’accento sui nuovi tagli e catturare l’attenzione degli studenti che, secondo i professori, non si sarebbero interessati alla cosa se il Consiglio non avesse dato un segnale così forte come quello del blocco della didattica e, in particolare, degli appelli previsti nella sessione corrente. Si uniscono al coro del dissenso anche i ricercatori che, in posizione ancora più precaria, vedono nel blocco del “turn over”, o ricambio generazionale, e nell’abolizione degli scatti di anzianità un pericolo ancora più concreto. Molti i fischi che la platea studentesca ha rivolto all’elenco di una presunta serie di benefici e accortezze che la facoltà avrebbe concesso per fare più appelli del dovuto. Altrettanto forti gli applausi ad Elisa Ljiljanic, del Consiglio nazionale, che ha evidenziato come portare avanti la protesta sia nell’interesse di tutti e come vi sia una diffusa mancanza di qualità all’interno dell’ateneo. «Il rischio di un’università non più pubblica, ma per i soli che potranno pagarsela è imminente» dichiara. Il gruppo che ha animosamente seguito il dibattito, non si è però rivelato unitario, le molte divergenze hanno prodotto uno scontro tra il rappresentante degli studenti De Nisi e la Ljiljanic che ha portato il preside di facoltà al ripristino dei ruoli e all’interruzione della discussione. De Nisi, daltronde, si è fatto portatore del pensiero di molti studenti, che lo hanno applaudito, rifiutando il blocco degli appelli ed evidenziando come la preoccupazione del corpo docente sia divenuta tale solo quando sono state messe le mani nelle loro tasche. Gentile ha replicato che la questione economica, intesa come incremento di stipendio, sia del tutto secondaria e non sia nemmeno stata menzionata nel precedente consiglio del 10 Giugno. Dal Consiglio non è emerso alcun documento unitario e le decisioni finali sono state rimandate ad una riunione pomeridiana tra presidi di facoltà e rappresentanti degli studenti. Mentre Gentile ha provocatoriamente ribadito: «Se preferite una forma di protesta diversa, possiamo anche andare tutti nudi ad incatenarci a Montecitorio, ma facciamoci sentire!».

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