Coreno Ausonio – Scomparsa Giuseppe Ruggiero, il figlio: Non ci arrenderemo

Coreno Ausonio - Scomparsa di Zi PeppuccioL’ultima battuta di ricerca di Giuseppe Ruggiero effettuata ai piedi della montagna Vallauria di Coreno Ausonio lo scorso mercoledì non ha purtroppo dato alcun riscontro: e’ il figlio Antonio che, in questi 39 mesi, non si è mai arreso all’idea che l’anziano padre possa essere scomparso nel nulla. «Mercoledì, ha sottolineato Antonio, è stata effettuata una ennesima battuta di ricerca, con circa 150 persone, nella remota speranza che si sarebbero potuti trovare i suoi miseri resti ed io a seguito di questa iniziativa voglio ringraziare il Prefetto di Frosinone, la dottoressa Emilia Zarrilli, anche a nome di mia madre che ieri ha voluto farsi trasportare al campo base in montagna, nonostante la quasi impossibilità nel camminare ed estendo il plauso anche al capitano dei Carabinieri Fabio Imbratta ed ai 22 carabinieri al seguito ed ai 14 agenti del Corpo Forestale del Comando Provinciale di Frosinone ed al sindaco di Coreno Domenico Corte». Diverse le associazioni che due giorni fa hanno partecipato alle ricerche, anch’esse ricordate dal figlio dell’anziano. «Durante questi giorni precedenti l’operazione di ricerca- ha proseguito Antonio- tutte le persone e gli amici che ho incontrato, anche quelle che seguono la pagina face book, “zio Peppuccio dove sei?” mi hanno chiesto dell’utilità o meno, di questa nuova battuta di ricerca, tutti indistintamente pensavano che le ricerche si stessero compiendo in una zona montana “mirata”, e quindi che ci sarebbero state delle novità in proposito, ma anche se non era così, per noi familiari erano importanti a prescindere, inoltre umanamente parlando e’ lecito chiedersi cosa si potesse fare in più, in un giorno, rispetto a quello che abbiamo fatto in tre mesi nell’estate del 2011? forse poco o niente». Il punto, però’ , e forse un altro: « A noi interessava trovare e documentare entuali “crepacci” che sono diventati il nostro buco nero, (ed eventualmente esplorarli con personale specializzato) ma per quanto mi risulta non ne abbiamo trovati- ha continuato Antonio-ed infatti, ritornando al provvedimento di archiviazione del caso, nella motivazione del Magistrato è testualmente scritto che: …..nessun elemento porta a desumere che egli sia rimasto vittima di un’aggressione piuttosto che di un incidente, anzi, il mancato ritrovamento del cadavere fa ritenere che l’anziano sia caduto in qualche crepaccio della zona». In ultima analisi- ha concluso il figlio- ci interessa che venga prodotto un documento sottoscritto dai soggetti interessati che hanno operato sul territorio come prevede il Piano provinciale di ricerca per le Persone Scomparse, approvato da tutte le Prefetture entro la fine del 2013 in quanto quest’ultimo sarebbe di fondamentale importanza per individuare eventuali anomalie e problematiche che sono emerse durante le suddette attività, e per indicare contestualmente, un percorso post emergenza». Quindi l’appello finale: « Mi appello a chiunque abbia notizie sulla sorte di mio padre di renderle note alle forze dell’ordine, affinchè i suoi umili resti possano essere ritrovati e custoditi in un luogo sacro, poiché questo è l’ultimo desiderio di mia madre prima di morire». Insomma uno sfogo, quello di Antonio, che da più tre anni ha, del padre scomparso come ultimo indizio di vita, solo una moto: quella che Zio Peppuccio ha lasciato ai piedi della montagna prima di scomparire nel nulla.
Oreste Di Vito