Da Nizza a Gaeta – Roby Tour …

panoramiGaeta infine. Il Roby Tour è tornato a casa dopo dieci giorni tra Spagna e Francia. Il cerchio apertosi il 19 settembre scorso con la partenza in traghetto da Civitavecchia verso Barcellona, si è chiuso con l’ultima tappa da Nizza a Gaeta. Ottocento chilometri con tappa obbligatoria nel Principato di Montecarlo e giro lungo le strade del gran premio automobilistico più prestigioso al mondo. Quindi, dopo la colazione, rotta verso Gaeta e l’Italia passando per Ventimiglia e discesa veloce lungo la strada Aurelia. Arrivo a Gaeta intorno alle nove di sera e sosta alla pizzeria del mitico Roby tutti molto stanchi ma davvero felici e affamati. Il quarto Roby Tour è stato un successo anche maggiore dei precedenti in Spagna e Portogallo (2006), Grecia (2007), Ungheria, Austria e Crozia (2008). L’organizzazione migliora anno dopo anno. Il numero di partecipanti e l’entusiasmo anche. Per il Roby Tour in Europa parlano i numeri. Ne elenchiamo solo alcuni. Loro spiegano meglio delle parole di riconoscenza dei centauri il quarto tour in Europa messo in piedi dagli ottimi Roby e Prod. Cinquantotto le ruote che hanno girato tra Italia, Spagna, Andorra e Francia: le due ognuna delle ventisette moto più le quattro del furgone a sostegno. Quarantuno i partecipanti, ventisette i motociclisti, tre sul furgone, dodici le donne, ventinove gli uomini. Oltre quattromilatrecento i chilometri percorsi. Diciannove ore la durata del viaggio in traghetto da Civitavecchia a Barcellona. Dieci le tappe. Nove gli alberghi (oltre la notte in traghetto, Barcellona, Lourde, Tours, Diniz, Honfleur, Parigi, Lione, Nizza). Mont Sant Michel il paese visitato più lontano dall’Italia. Tre i giorni di pioggia. Vent’anni il più giovane dei partecipanti. Sessantuno il più anziano dei motociclisti che provengono dalla province di Latina, Frosinone, Caserta, Napoli, Rimini, Salerno, Chieti . Quattordici Bmw, una Ducati, una Moto Guzzi, tre Yamaha, due Honda, due Suzuki, due Triumph, una Buel, un’Aprilia. Centoquarantasei i chilometri percorribili dalla Moto Guzzi con un pieno di carburante. Una la motocicletta che ha dovuto effettuare un cambio d’olio. Due le lampadine delle frecce fulminate da un motociclista. Una la gomma bucata. Sempre dallo stesso sfortunato centauro. Un giornalista. Un cameraman che ha registrato su sei supporti magnetici diversi. Oltre cinquanta i media (giornali, radio, siti internet e televisioni), aggiornati quotidianamente sulle evoluzioni del tour. Una la candela presa a Lourde e che sarà consegnata domenica alla parrocchia di San Nilo a Gaeta. Che aggiungere? Il Roby Tour non ha tradito le attese e la Francia e i francesi hanno accolto i centauri in maniera speciale, con rispetto e ammirazione per i quarantuno che hanno viaggiato attraverso le loro strade. Lo stesso che quelli del Roby Tour hanno avuto nel rispettare le regole dei cugini d’oltralpe. Strade avvincenti, monumenti e località affascinanti, la Francia ha offerto il meglio di sé regalando dieci giorni fantastici. L’entusiasmo, però, non si ferma qui. Presto sarà disponibile un video del viaggio in Francia. Una guida che vuole essere un ricordo per i partecipanti e un consiglio a chi decide di accendere la moto per partire per un viaggio davvero unico e carico di emozioni. Roby e Prod già stanno immaginando le tappe che il prossimo anno costituiranno il quinto Roby Tour. Si parla della Spagna, ma tutto è ancora in itinere. L’entusiasmo del catalizzatore Roby e il senso dell’organizzazione del buon Prod di sicuro non lasceranno molto attendere i motociclisti in attesa della prossima destinazione. Poi sarà tempo di organizzare tappe, prenotare alberghi, studiare percorsi. Un dato è certo, lo abbiamo verificato in questi dieci giorni: quei due, Roby e Prod, si divertano davvero come matti a preparare il tour. E più di ogni altra cosa vivono un’intensa soddisfazione nel vedere felici chi gode della loro stessa passione: la motocicletta e i viaggi in comitiva. Appuntamento al prossimo Roby Tour. Quello del 2010 sarà il quinto. Ancora più intenso, ancora più coinvolgente.

Da Lione a Nizza

partenzaBasta dire N85. Qualsiasi vero motociclista capirà che state parlando della mitica Route de Napoléon, la strada che conduce da Grenoble a Cannes e viceversa. E’ questo il top della nona giornata del Roby Tour partito intorno alle otto e mezza da Lione. Dopo la città fondata dai Galli, i nostri scendono verso sud per tornare in Italia. Prima però, ecco il luna-park del motociclista. Breve sosta a Grenoble e poi, in Provenza, comincia la mitica N85 – Route de Napoléon, ovvero la via che Napoleone Bonaparte percorse di ritorno dall’esilio sull’isola d’Elba nel 1814, dal Golfo di Cannes a Grenoble, via Grasse, Digne e Gap. Trecentoventiquattro chilometri che Napoleone percorse in sei giorni. I nostri in sei ore. Una strada inconfondibile. Gli ultimi cento chilometri, il Roby Tour la percorre nella direzione opposta a quella del condottiero corso, quasi solo di curve tra pareti scoscese, gole profonde e fiumi alpini che già fecero le fortune dei ciclisti al Tour de France. Chi scrive ieri ha percorso la N85 per circa ottanta chilometri da Gap a Grasse, proprio nella parte in cui la strada diventa un interminabile ma avvincente succedersi di curve larghe, stette e a u. Un’esperienza unica e indimenticabile che chi ha passione per le due ruote dovrebbe assolutamente provare, ovviamente con la dovuta prudenza. Arrivati alla fine si riprende il fiato dopo che per chilometri e chilometri pare di essere stati in apnea, di non aver mai respirato. Nonostante la sorpresa di una spruzzatina di pioggia in montagna, si vorrebbe ricominciare subito a percorrerla in senso inverso ma la N85 è una strada che per chilometri e chilometri fa tenere altissima la concentrazione e se anche questo stanca, il senso di libertà che regala non ha paragoni con altri percorsi motociclistici. Quando la si termina, rimangono nella testa delle sensazioni mai provate. Basti un esempio a spiegarlo. Arrivati a Grasse, patria dei profumi francesi, dove il Roby Tour visita il museo dedicato, tutti e ventisei bikers del gruppo si avvicinano proprio a Roby che sorride con l’imbarazzo di chi sa di aver organizzato, insieme all’amico Prod, qualcosa di coinvolgente ma non se la sente di attribuirsi dei meriti. Chi prima, chi dopo, la frase è sempre più o meno la stessa: “Non avevo mai guidato su una strada così bella. E’ stato stupendo. Grazie”, oppure, “Ne avevo sentito parlare ma non mi sarei mai aspettato fosse così”. E a pensarla così sono in tanti. Basti dire che sono centinaia i motociclisti che quelli del Roby Tour incontrano sulla N85. E con ognuno di loro è un segno di cordiale saluto. Intorno alle sei e mezza di sera ecco l’arrivo a Nizza. Ora manca solo una tappa: quella del ritorno verso Gaeta. Ma non prima di un passaggio anche a Montecarlo mentre forse il pensiero di Roby e Prod già forse va al tour 2010.