Emergency

io sto con emergency logo gino stradaAncora una volta per capire quello che sta succedendo in Afganistan bisognerà aspettare che il caso dei tre operatori italiani si risolva. E’ bene, però, ricordare quello che Emergency fa, dal 1994, data della sua fondazione, ad oggi.
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Basso Lazio 02/09/09 Autovelox: si aspetta la circolare del Ministero per il passaggio di consegne

Il 21 agosto è stata approvata la nuova normativa sugli autovelox elaborata dal ministro degli interni Maroni. La nuova direttiva affida ai prefetti il compito di monitorare la velocità e pianificare le attività di controllo sul territorio. In particolare dovranno essere individuati i punti critici per la circolazione e poi disporre i sistemi per il controllo della velocità. Il compito di monitorare i risultati e gestire tutte le attività svolte in quest’ambito dalle forze di polizia, anche locali, è affidato alla polizia stradale. Dovrebbe, così, essere scongiurato l’uso indiscriminato di alcuni comuni che, facendo gestire gli autovelox alle polizie locali, piazzavano i rilevatori in punti ‘nascosti’, dove il limite non è chiaro o è stato da poco abbassato. Obiettivo della legge è, infatti, proprio di impedire alle amministrazioni di battere cassa alle spalle degli automobilisti e assicurare una maggiore trasparenza e controllo in favore della sicurezza sulla strada e non della speculazione economica. Eppure tra la teoria e la pratica c’è sempre un grande divario. Così come si legge, il testo della legge sembra essere abbastanza semplice ed efficace ma la sua attuazione porta delle controindicazioni non indifferenti. Per capirne di più abbiamo sentito il Comando di Polizia Stradale di Formia che, secondo la normativa, a breve dovrebbe ereditare la competenza in materia di autovelox: «Non abbiamo la competenza di quelli che sono già impiantati ma soltanto di quelli che verranno disposti da ora in poi i quali saranno stabiliti dal Prefetto, massimo esponente del Ministero degli Interni, e dal nostro funzionario di Latina. Gli altri, a seguito di questa normativa, o devono essere commissionati a noi, ma soltanto con l’autorizzazione del Comune, o dovrebbero essere disattivati per la mancanza del personale che vigila, citato dalla nuova legge. I Comuni, quando riceveranno la circolare dal Ministero degli Interni, dovranno provvedere». La riflessione dell’agente della polizia stradale è interessante: o gli autovelox presenti sulle strade del comprensorio saranno disattivati per mancanza del personale previsto dalla legge o il tutto verrà affidato alla polizia stradale. Questa ultima ipotesi sembra la più congeniale ma tre restano gli interrogativi: nel caso in cui i comuni ignorino la necessità del personale vigilante, qualcuno controllerà o potranno comodamente continuare a incassare dagli autovelox già impiantati e di fatto ancora sotto la loro gestione? E quale Comune di sua sponte affiderà la sua principale fonte di guadagno alla polizia stradale? E ancora: questo cosiddetto ‘personale necessario’ quale funzione avrà e in che modalità verrà gestito? Quanta differenza tra teoria e pratica. Aspettiamo maggiori spiegazioni.

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Il teatro di strada

Artisti di stradaLa parola “teatron” indica un insieme piuttosto variegato di spettatori, successivamente la connotazione della parola definì un luogo, ed infine una struttura vera e propria capace di raccogliere rappresentazioni sceniche. Il teatro nasce nell’antica Grecia, dove il coro ne è la parte centrale. Da Eschilo ad oggi il teatro è mutato in una seria di varianti innumerevoli. Nei ricordi di Federico Fellini ci fu spazio anche per i primi spettacoli della sua infanzia: “L’arrivo del circo di notte e di tutti i suoi artisti, la prima volta che lo vidi da bambino, ebbe il carattere di un’apparizione. Questa specie di mongolfiera preceduta da niente, la sera prima non c’era, la mattina era lì davanti casa mia. Pensai subito che fosse una barca sproporzionata”.
Una forma particolare di rappresentazione artistica è il cosiddetto “Teatro di strada”. Vi sarà capitato di imbattervi in uno spettacolo inscenato per strada, almeno nelle grosse città, dove ad esibirsi sono artisti variopinti e stravaganti. Quelle persone ai bordi delle strade animano una forma di rappresentazione e di comunicazione inusuale. Inusuale per il fatto che il loro spazio di comunicazione è imperniato nelle strade: si cerca di creare, da parte egli artisti, un filo diretto con gli spettatori. L’obiettivo è quello di attirare la loro attenzione, ma non solo. C’è una sorta di sfida a far sì che coloro che si sono fermati a guardare non abbandonino lo spettacolo. Ed allora eccoli comparire sulla scena uno ad uno: giocolieri, mimi, acrobati, fantasisti, tutti ad esibirsi, ognuno nella propria specialità. Ognuno a regalare con la propria liturgia uno spaccato quasi fiabesco della realtà. Tutti noi sappiamo che non ci sono uomini che mangiano fuoco, che camminano su trampoli oppure in grado di rimanere fermi ed immobili per ore, quasi senza respiro. In fondo uomini che sono artisti di strada e forse inconsapevolmente mimi di loro stessi. Si narra che i primi giocolieri che hanno invaso le strade siano comparsi nell’antico Egitto. La loro funzione era di attirare i passanti durante i mercati: dovevano fermarsi a guardare il vasellame esposto per strada e possibilmente a comprarne gli esemplari pregiati.
Nell’osservare attentamente le esibizioni degli attori di strada si può cogliere una valenza non solo artistica che emerge con forza e si materializza nelle piazze, nei vicoli nei cortili delle città, nei posti, cioè, non convenzionalmente destinati al teatro, ma anche e soprattutto una valenza dissacrante della realtà stessa, realtà improntata al conformismo e all’individualismo più esasperati. Ed è proprio la strada che viene restituita alle persone attraverso gli spettacoli degli artisti girovaghi . La strada non più come semplice luogo impersonale dove transitare frettolosamente, ma come spazio in cui regalare sorrisi e calore umano. Uno spazio di toccante umanità.

Oreste Di Vito

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