Lettera aperta al segretario del Pd Pierluigi Bersani

Pd Pierluigi BersaniGentile segretario del Pd Pierluigi Bersani,
proprio oggi il ddl sul “processo breve”, come lei ben sa, è stato approvato dal Senato, 163 sì, 130 no, 2 astenuti, e ora va alla Camera. Sono un uomo abbastanza diretto quindi non mi perderò in inutili premesse. Ho sentito come ha commentato sa? Suvvia, sembrava il peggior Di Pietro: “La cosa peggiore che si potesse fare, distruggere migliaia di processi, lasciare senza giustizia migliaia di vittime per salvare uno solo”. No, no, no, non si dice così. Ma D’Alema proprio non le ha insegnato nulla? Ha sentito cosa ha detto e le ha detto il premier Berlusconi? Glielo ripeto: “Siete intellettualmente disonesti, non c’è nulla di incostituzionale”. Intellettualmente disonesti lo trovo molto azzeccato. E ha aggiunto: “‘Il mio parere è negativo perché i tempi, quelli introdotti con questa nuova legge, non sono ragionevoli. Dieci o più anni… vorrei fossero più brevi”. Berlusconi vorrebbe processi ancora più brevi segretario Bersani. Processi per direttissima praticamente. E mica sarebbe una brutta idea sa? Immagini. Prendiamo l’imputato e lo portiamo in aula. La parte lesa? Anche lei in aula. I testimoni? Li andiamo a prendere casa per casa. Tutti in aula anche loro. E non li facciamo uscire da lì fin quando non esce una verità giudiziaria. Interrogatori serrati. Aboliamo tutta la trafila dell’avviso di garanzia, del rinvio a giudizio … Aboliamo anche l’Appello e la Cassazione. E le indagini dirà lei? Non servono mi creda. E’ sufficiente che si presidino strade, mari e monti con forze militari schierate. E si figuri se qualcuno avrà il coraggio di commettere un reato … Vedrà. E chi lo avrà se ne accorgerà. Inoltre, ci pensi, i tanti giovani oggi disoccupati troveranno lavoro a tempo indeterminato controllando che nessuno delinqua. Come dice? Le sembra uno Stato di Polizia. Si sbaglia segretario. Quello che le descrivo è uno Stato che sa rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini. Mi scusi se le sembro così duro ma la voglio solo aiutare a dire la verità. Sa, come in una seduta di psicanalisi. Avanti, dica tutto, butti fuori quel rospo. L’aiuto. Lei fino a qualche settimana fa mi era sembrato d’accordo con la possibilità di dialogare con la maggioranza. Solo venti giorni fa aveva applaudito in coro insieme a tutti i leader dei partiti politici al discorso del presidente Napolitano: “Riforme Condivise”. Qui su Elven, la nostra vignettista ci aveva anche scherzato un po’ su. E a dire il vero l’aveva anche ignorata preferendole D’Alema. E ora, invece, lei se ne esce con queste frasi da soldatino semplice Idv… Le dico la verità segretario. In fondo la capisco. Lo so che lei fondamentalmente è d’accordo con il premier. E so anche che non può dirlo. Si capisce. Se rivela pubblicamente che è d’accordo… e poi chi lo vota più il Partito Democratico? Non servirebbe a nulla. Basterebbe un solo unico partito. Già, infatti, a che serve sto Pd? Il bipolarismo in Italia, gli italiani lo hanno capito bene, non è un sistema che alterna delle maggioranze ma un sistema politico che punta alla sopraffazione definitiva dell’avversario. Vabbè, ma lei questo lo sa. Chiudo questa lettera e le chiedo un’ultima verità … Non faccia il comunista puro e duro avanti … Ci è rimasto male che a Natale nessuno le abbia regalato una tessera del Pdl?
Cordialmente
Francesco Furlan

p.s. su quella Ducati ci sta benissimo. Quando ci facciamo un giro in pista?

No B Day, nulla sarà come prima

vignetta no b dayE’ stato l’evento dell’anno. Hai voglia a dire che non è così. A metterci su il cappello di qualche partito. A trarre analisi su cosa è stato e cosa non è stato il No B Day. Da quelle di Eugenio Scalfari su Repubblica a quelle di Massimo Franco su Il Corriere della Sera a quelle di Antonio Padellaro su Il Fatto Quotidiano e via così. No, non ne va bene praticamente nessuna. Il No B Day è stato l’anno zero di un nuovo modo di fare politica in Italia e nel mondo. Sui libri di storia tra venti anni se ne riparlerà. Si scriveranno tesi di laurea. E non mi stupirò se da qui a breve, qualcuno, di maggioranza con la complicità di un’opposizione che quasi sempre non è tale, cercherà di imbavagliare in modo stringente la rete in modo da toglierle il fiato, da non lasciarla respirare. Siamo il paese europeo dove internet è più lento eppure siamo l’unico dove una manifestazione del genere ha potuto essere organizzata. Probabilmente perché la rete è l’ultimo spazio dove poter dire la propria, organizzarsi e discutere in modo fresco e libero. Dove anche l’ultimo dei timidi, se ha un’idea interessante, può proporla e diffonderla trovando un seguito. Alla Questura che nel suo comunicato ufficiale ha affermato che in Piazza San Giovanni non ci fossero più di novantamila persone, non varrebbe la pena nemmeno rispondere se non fosse che il mio occhio, mentre ero lì, è stato colpito da una donna. E credo sia la migliore risposta su come questo in questo Paese l’informazione ufficiale sia ormai totalmente separata dalla vita reale. Mentre attendevamo che il grosso del corteo giungesse, ad anticiparlo sono arrivate le forze dell’ordine. Camionette e agenti di polizia e carabinieri scelti per il loro essere imponenti. Non c’è ne era uno di meno di un metro e novanta. Poi in un’auto della polizia. All’interno la donna cui accennavo prima, credo fosse un’ispettrice: indossava un maglione viola e sorrideva. Come le centinaia di migliaia di persone giunte in piazza. Si, il No B Day è stato anche questo. no b day fotoE’ stata anche la sensazione di un incontro tra cittadini e forze dell’ordine che finalmente si sono guardati senza sospetto. Sorridenti nella loro rabbia per un paese che si è spento. Che non ha rispetto e non garantisce chi lavora o lo cerca. Dagli studenti agli operai, agli impiegati, alle forse dell’ordine. Tutti, nessuno escluso. E’ vero, c’erano tante bandiere. Il bianco dell’Italia dei Valori se la giocava con il rosso dei partiti dell’estrema sinistra ma questo era un dettaglio di colore. Perché anche i due partiti, negli ultimi tempi più vicini alla piazza, erano solo un contorno. Le prove generali del 5 dicembre c’erano state a febbraio quando in poco più di tre giorni, alla manifestazione per la vita pro Eluana Englaro, la rete in cinque giorni, in un giorno feriale, aveva richiamato a Piazza Farnese oltre seimila persone. Con due mesi di preparazione si è giunti alle cifre che nessuno, politicamente schierato in Parlamento, vuole ammettere. Ma nemmeno può smentire. Si interrogano gli analisti su quale sarà il futuro del movimento viola. Non sanno dove andare a parare perché non conoscono i meccanismi della rete. Attribuiscono a questo o quel personaggio politico meriti e demeriti. Fanno rientrare tutto in logiche di partito che riconoscono. Ma non è sufficiente. L’onda viola è stato qualcosa di assolutamente nuovo. Autoconvocata e libera, ha detto bene Paolo Ferrero, segretario del Prc: “Noi non saremmo riusciti a organizzare una manifestazione del genere nemmeno in un anno”. Ecco, sta tutto qui il No B Day. Nessun partito può oggi organizzare una manifestazione del genere. I vertici dei tradizionali movimenti politici sono occupati da persone che hanno scarsa o poca dimestichezza con la rete: da Berlusconi, a Fini, a Casini, a Bossi, a Bersani ma anche Di Pietro che però ha colto la novità. Se non altro per gli spazi ridotti che gli vengono offerti dalle tv nazionali. E allora? La risposta è semplice. La rete appartiene ai giovani perché loro ne sono i principali fruitori. E’ una fruizione dinamica a cui loro credono e che sanno usare. Tanto che la stanno sostituendo alla televisione. foto no b dayParlano i dati di ascolto, in picchiata, di trasmissioni che a loro si rivolgono come il Grande Fratello o X-Factor. In piazza sabato 5 dicembre fondamentalmente c’erano due generazioni: tanti giovani fino a 35 anni e tanti anziani pensionati. Uniti nelle loro difficoltà. I primi senza contratti di lavoro che gli garantiscano un futuro accettabile, i secondi stretti dalla difficoltà di arrivare a fine mese con le pensioni minime che gli vengono attribuite. Si, il No B Day non è stato il giorno dei 45enni della penultima generazione garantita seppure per alcuni, messi in un angolo dalla crisi, licenziati quando mancava poco alla fine delle loro fatiche, lo diventerà. Comincia una nuova stagione. E non sarà breve quanto quella dei girotondi che, viceversa, ha rappresentato il saluto della vecchia. Il No B Day rappresenta l’inizio. Se sarà l’avvio di un cambiamento veloce, nessuno può dirlo. Il potere che ora c’è, farà di tutto per limitare l’onda viola, per negarla, per mantenere il controllo il più possibile a costo di mandare ancora più a gambe all’aria il Paese. E paradossalmente, così facendo, ingrosserà ancora di più l’onda che ha dimostrato di sapersi muovere autonomamente. no b dayUn anno fa nessuno poteva pensare che una manifestazione del genere potesse avere luogo. I partiti cercheranno di farla propria. Non è detto che ci riescano perché la rete non ha bisogno di loro. Internet non è luogo che si può incatenare. La sua risposta è semplice: se non mi piaci, non ti clicco. Forse la rete riuscirà con la sua velocità a smuovere questo vecchio paese dove i “cervelli” più promettenti fuggono all’estero perché i loro posti spettano per diritto famigliare ai più mediocri? Una cosa è certa: dopo sabato 5 dicembre nulla sarà più uguale a come è stato.