Elezioni regionali 2010 – Analisi ad una settimana dal voto

C’è un vincitore morale e politico delle ultime elezioni amministrative: la Lega Nord. Proveremo ad esaminare come questa vittoria leghista non si traduca numericamente in un aumento netto di voti per il partito del carroccio. Gli elettori della Lega sono stati due milioni e 750.000, rispetto alle precedenti elezioni europee c’è stato un calo di 150.000 preferenze:
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Dallo spettacolo alla politica: affari, prostituzione e viagra

dallo spettacolo alla politicaEra il 26 gennaio 1994 il giorno, il mese e l’anno in cui Silvio Berlusconi, dopo diciotto anni di televisione, scendeva in politica. Ma è stato negli ultimi sedici anni che l’Italia è cambiata. Se ai tempi della sola tv, il mutamento della società era stato solo proposto grazie a un nuovo modo di fare televisione che forniva una nuova scala di valori all’audience televisivo (che poi sceglieva se approvarla o meno in modo democratico), è stato dalla discesa in politica in poi che l’azione sinergica di una duplice presenza, mediatica e politica, entrambe democratiche ma antidemocratiche se si presentano insieme unite nello stesso uomo, ha cambiato in modo radicale la società. Oggi, a sedici anni da quel 26 gennaio, sono molti i giovani imprenditori plasmati da quei valori mediatici e politici. Due esempi su tutti di questi giovani rampanti potrebbero essere il 35enne Giampaolo Tarantini e il 39enne Diego Anemone. Il primo finito in uno scandalo sulla sanità in Puglia, il secondo nel più attuale sulla ricostruzione in Abruzzo. Avevano, rispettivamente, 19 e 23 anni nel 1994 quando Berlusconi, all’epoca ritenuto l’esempio dell’imprenditore vincente, entrava in politica. Se il Presidente del Consiglio per questi due imprenditori abbia rappresentato un esempio è tutto da dimostrare, come anche se su di loro la televisione abbia mai esercitato un qualche ascendente. Un dato, però, accomuna in maniera evidente i due: entrambi, a quanto rivela la magistratura inquirente, hanno fornito prostituzione al potente di turno per garantirsi i migliori affari. Di questi tempi una prassi, quando si raggiungono determinati livelli, che forse rende più comprensibile come imprenditori di per sé giovani, in un paese gerontocratico e dove proprio i giovani vivono la realtà dei contratti di collaborazione e a termine anche in età avanzata, siano riusciti a raggiungere tanto velocemente appalti a così tanti zeri. Forse, e non è una battuta, dovrebbero ringraziare chi inventò la pillola blu del Viagra. E chi ne abusa. Perché anche così si comprende come la prassi dell’offerta di prostituzione si sia insediata nei Palazzi: quelli dove, in un’Italia economicamente affatto liberale, si decidono gli affari e si perpetua il potere. E se è vero che donne, soldi e potere hanno spesso viaggiato a braccetto nell’immaginario maschile italiano, e non solo, c’è da tenere presente un dato ulteriore: l’attuale fusione, tutta nostrana, tra politica e un certo mondo dello spettacolo. In quest’ultimo si è sempre malignato su come le donne, di talento e non, per fare carriera abbiano dovuto spesso cedere al potente regista o editore di turno. Ma ci chiediamo: e se, per ipotesi, quel sistema fosse stato trasposto in politica da chi meglio lo conosceva? E ancora: e se fosse poi stato applicato in ogni suo campo assumendo a prassi? Certamente in politica, differentemente dallo spettacolo, ogni errore diverrebbe facilmente un’arma di ricatto nei confronti del politico stesso … Ma se esistesse una giusta ricompensa e a prostituzione corrispondesse un elezione? E se quel sistema, sempre per ipotesi, favorisse anche gli affari privilegiando chi offre prostituzione, e non solo, per ottenere un appalto? Inutili le ribellioni dove tutti vengono ripagati. E nessuno scandalo in una società dove i valori, diffusi dai media, sono in mano a un unico padrone che li gestisce come meglio crede. “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”, fu profeta Dante. Che però non poteva immaginare come il suo Paese, nel 150° anno della sua Unità, sarebbe stato guidato da attempati politici utilizzatori accaniti di pillola blu.

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AMIANTO A VILLA SANTA LUCIA: LETTERA APERTA DEL SEGRETARIO DEL PD RENATO LANZALONE

logo partito democraticoLETTERA APERTA DEL SEGRETARIO DEL PD DI VILLA SANTA LUCIA RENATO LANZALONE: “BEN VENGANO I CONTROLLI. LA CITTADINANZA. CHIEDE UNA MAGGIORE INFORMAZIONE A RIGUARDO”
Il Segretario del Circolo del Partito Democratico del Comune di Villa Santa Lucia Renato Lanzalone, esprime il proprio parere sulla prospettata possibilità che il territorio comunale ospiti un impianto di smaltimento di amianto: “Negli ultimi giorni abbiamo appreso dalla stampa locale che il territorio di Villa Santa Lucia sta per ospitare un impianto di smaltimento di amianto. Premetto che, la notizia ha colto di sorpresa non solo me, ma tutta la cittadinanza. Infatti, nessuno ci aveva informato di questa possibilità. Certamente si tratta di un progetto delicato, in particolare, sotto il profilo della tutela ambientale e della salute. Ritengo che, il problema coinvolga non solo il territorio di Villa Santa Lucia ma l’intera Provincia di Frosinone, a partire dai Comuni limitrofi. Dobbiamo batterci tutti insieme per impedire che tale progetto possa realizzarsi. Non posso affermare di conoscere nei particolari il progetto, questo anche a causa della ingiustificata “segretezza” tenuta sino ad oggi sull’argomento. Ma certamente, tutti siamo a conoscenza della nocività dell’amianto. Le polveri di amianto, respirate, provocano tumori della pleure e dei bronchi, inguaribili e mortali. Una fibra di amianto è 1300 volte più sottile di un capello umano. Non esiste una soglia di rischio, al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell’aria non è pericolosa: l’inalazione di una sola fibra può causare il mesotelioma e altre patologie mortali.In ragione di ciò, la mia preoccupazione principale, credo comune a tutti, è che l’impianto dovrebbe essere collocato a poche centinaia di metri dai centri abitati. A prescindere dalle perplessità che desta il progetto in merito alle modalità di smaltimento, rischiamo che, per le strade del nostro paese, ogni giorno transiteranno camion carichi di veleno! Se non vogliamo morire e far morire i nostri figli dobbiamo impedire che l’impianto si faccia. Infine mi preme fare un appello ai politici locali, dai quali, a prescindere dal partito di appartenenza, mi aspetto un intervento in merito”.

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