Da Lione a Nizza

partenzaBasta dire N85. Qualsiasi vero motociclista capirà che state parlando della mitica Route de Napoléon, la strada che conduce da Grenoble a Cannes e viceversa. E’ questo il top della nona giornata del Roby Tour partito intorno alle otto e mezza da Lione. Dopo la città fondata dai Galli, i nostri scendono verso sud per tornare in Italia. Prima però, ecco il luna-park del motociclista. Breve sosta a Grenoble e poi, in Provenza, comincia la mitica N85 – Route de Napoléon, ovvero la via che Napoleone Bonaparte percorse di ritorno dall’esilio sull’isola d’Elba nel 1814, dal Golfo di Cannes a Grenoble, via Grasse, Digne e Gap. Trecentoventiquattro chilometri che Napoleone percorse in sei giorni. I nostri in sei ore. Una strada inconfondibile. Gli ultimi cento chilometri, il Roby Tour la percorre nella direzione opposta a quella del condottiero corso, quasi solo di curve tra pareti scoscese, gole profonde e fiumi alpini che già fecero le fortune dei ciclisti al Tour de France. Chi scrive ieri ha percorso la N85 per circa ottanta chilometri da Gap a Grasse, proprio nella parte in cui la strada diventa un interminabile ma avvincente succedersi di curve larghe, stette e a u. Un’esperienza unica e indimenticabile che chi ha passione per le due ruote dovrebbe assolutamente provare, ovviamente con la dovuta prudenza. Arrivati alla fine si riprende il fiato dopo che per chilometri e chilometri pare di essere stati in apnea, di non aver mai respirato. Nonostante la sorpresa di una spruzzatina di pioggia in montagna, si vorrebbe ricominciare subito a percorrerla in senso inverso ma la N85 è una strada che per chilometri e chilometri fa tenere altissima la concentrazione e se anche questo stanca, il senso di libertà che regala non ha paragoni con altri percorsi motociclistici. Quando la si termina, rimangono nella testa delle sensazioni mai provate. Basti un esempio a spiegarlo. Arrivati a Grasse, patria dei profumi francesi, dove il Roby Tour visita il museo dedicato, tutti e ventisei bikers del gruppo si avvicinano proprio a Roby che sorride con l’imbarazzo di chi sa di aver organizzato, insieme all’amico Prod, qualcosa di coinvolgente ma non se la sente di attribuirsi dei meriti. Chi prima, chi dopo, la frase è sempre più o meno la stessa: “Non avevo mai guidato su una strada così bella. E’ stato stupendo. Grazie”, oppure, “Ne avevo sentito parlare ma non mi sarei mai aspettato fosse così”. E a pensarla così sono in tanti. Basti dire che sono centinaia i motociclisti che quelli del Roby Tour incontrano sulla N85. E con ognuno di loro è un segno di cordiale saluto. Intorno alle sei e mezza di sera ecco l’arrivo a Nizza. Ora manca solo una tappa: quella del ritorno verso Gaeta. Ma non prima di un passaggio anche a Montecarlo mentre forse il pensiero di Roby e Prod già forse va al tour 2010.

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da Parigi a Lione – Roby Tour

lioneDa Parigi a Lione. Tappa di trasferimento per quelli del Roby Tour verso la terza città più grande di Francia dopo Parigi e Marsiglia. Al mattino Parigi appare vuota. Passare sotto l’Arco di Trionfo in motocicletta non è più un impresa. Gli uffici sono tutti chiusi e il traffico è davvero ridotto tanto che il viaggio è veloce, sotto un sole caldo che fa sempre bene quando si viaggia su due ruote. Tre ragazze del gruppone iniziale lasciano il gruppo proprio nella capitale francese per motivi di lavoro e tornano in Italia in aereo. Ai centauri si aggiunge però Lorenzo Di Ciaccio, il figlio di ‘Prod’, che ha raggiunto i motociclisti a Parigi giusto in tempo per portare con loro a termine il tour. La strada che separa Parigi e Lione è tutta fiancheggiata da castelli medioevali che rendono lo scenario epico. Quindi l’arrivo nella città di cui 500 ettari sono stati classificati dall’Unesco nel 1998 patrimonio mondiale dell’umanità: la più grande superficie al mondo ad avere questo privilegio e di cui i lionesi vanno comprensibilmente fieri. Attraversata dai fiumi Rodano e Saona, sono numerosissimi ponti e passerelle presenti su entrambi, Lione è un vero e proprio centro culturale e storico a cielo aperto per edifici civili, patrimonio religioso, musei e gallerie. E poi, strano a dirsi, le auto sono davvero poche. Moltissime invece le piste ciclabili con biciclette che si noleggiano in ogni angolo della città per 24 ore e al modico prezzo di un euro, presenti i tram, quattro linee di metropolitana,c’è anche una funicolare. Ben cinque le università con più di centomila studenti iscritti. Una città che si lascia vivere insomma. Molto curata in ogni aspetto a dispetto della grandezza e con un centro storico tipico delle città universitarie, ovvero giovane e dinamico. “A cosa serve l’auto in una città così?”, si chiedono in molti del Roby Tour, questa sera tutti a cena insieme in un locale del centro storico. L’automobile forse no, ma la moto sicuramente servirà domani. Tappa lunga, la penultima prima del ritorno a Gaeta: 460 chilometri da Lione a Nizza in Costa Azzurra. Si torna quindi verso il Mar Mediterraneo dopo aver passato l’Oceano Atlantico e il Mare del Nord. Partenza fissata come sempre per le otto di mattina. C’è da percorre tutta la valle del Rodano. Tappa intermedia a Grenoble, attraversata dai fiumi Isére e Drac, è città sede di uno dei grandi centri di studi superiori di Francia (oltre 60 mila studenti), soprattutto nell’ambito scientifico e dove si trova un importante polo di ricerca fisica comprendente lo European Synchrotron Radiation Facility, l’Institut Laue-Langevin e una delle sedi dello European Molecular Biology Laboratory. Infine si riparte verso uno dei passi storici del Tour de France. L’Italia si fa più vicina. Il Roby Tour non smette di far sognare.

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Honfleur – Paris

parigiI chilometri lasciati alle spalle cominciano a essere tanti. E la stanchezza comincia a farsi sentire ma l’entusiasmo fa si che il Roby Tour prosegua con immutata passione. La voglia di continuare il viaggio e scoprire nuovi luoghi fa il resto. Si parte con il sole, dopo che nella notte ha piovuto, da Honfleur direzione Paris. Parigi. Tappa intermedia Reims e la sua cattedrale di Notre Dame (Nostra Signora di Reims), dove fino dal 987 al 1825 vennero incoronati tutti i re di Francia. Prima però della cittadina francese a nord di Parigi, un passaggio attraverso il ponte di Normandia. Un lunghissimo ponte, 2141 metri e fino al 1995 il più lungo ponte sospeso del mondo, che collega Honfleur con la penisola dove sorge Le Havre. Da qui, passata la zona industriale, ci si avvia verso il nord costeggiando i paesi dei pescatori che da centinaia di anni si avventurano nelle acque del Mar Baltico. Innumerevoli in questa zona i pescherecci e le cooperative che mettono insieme gli uomini della pesca. “Sembra un sogno” – di dice Roby. Ma non lo è e qualche goccia di pioggia è lì a confermarlo. E si fa anche qualche incontro davvero particolare. Lungo il viaggio, infatti, un gruppo di studenti di un locale istituto alberghiero regala al gruppo un sacco pieno di dolci. Una colazione fuori programma ma benvenuta. Si scende verso Reims. Il gruppo viaggia compatto. L’arrivo nella cittadina francese è uno spettacolo per gli stessi cittadini che vedono sfilare le ventisette moto una dopo l’altra tutte dirette verso il centro, verso la cattedrale: un capolavoro di arte gotica, visibile da tutta la città, che lascia sorpresi per l’altezza enorme che quasi incute timore. La sosta dura circa un’ora. Non molto dopo l’intensa mattinata. La voglia di andare a vedere Parigi, però, supera ogni desiderio di pausa. Il serpentone si mette in marcia costeggiando la Senna a destra e sinistra traversandola spesso grazie ai molti ponti che la tagliano in più punti. I nostri giungono a Parigi intorno alle cinque. Nemmeno il tempo di lasciare le borse che si risale sulla moto. L’albergo dista dal centro solo quattro chilometri ma il traffico da lì ai luoghi più noti di Parigi, l’Arco di Trionfo, il Louvre, la Torre Eiffel, gli Champs Elise solo per citarne alcuni, è incredibilmente caotico, nervoso, veloce. Arrivare alla Torre Eiffel è una gara a eliminazione nel senso che nel traffico, purtroppo, ci si divide motivo per cui si giunge alla spicciolata. E quando si è sotto la Torre, entra in scena la cronaca, con la gendarmeria e i corpi speciali francesi che fanno brillare un motorino lasciato in modo sospetto sotto una della basi del monumento. Fino a notte fonda, i centauri viaggiano in una romantica e passionale Parigi. Alcuni di loro hanno scelto la metro per poter viaggiare più liberamente. Chi scrive ha avuto la fortuna, e un amico la sensibilità di prestargli la sua moto, come già aveva fatto da Tours a Honfleur, e può dirlo a chiare lettere: pur nel caos, che la sera va comunque diminuendo, guidare una motocicletta a Parigi regala un’emozione che è indescrivibile con le parole, appena accennabile con la scrittura. Il Roby Tour è anche questo: sogni che diventano reali.

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