Ancora una volta per capire quello che sta succedendo in Afganistan bisognerà aspettare che il caso dei tre operatori italiani si risolva. E’ bene, però, ricordare quello che Emergency fa, dal 1994, data della sua fondazione, ad oggi. Emergency è una organizzazione non governativa il cui scopo principale è quello di portare assistenza nelle zone del pianeta dove una qualunque forma di guerra imperversi. Emergency opera, fra le altre zone, in Africa, in Cambogia, in Iraq, in Sierra Leone ed appunto in Afganistan. Dal 1994 Emergency ha creato un centro radio chirurgico in Sudan, più tre centri pediatrici in Sierra Leone, un centro di maternità in Afganistan, sette centri medici in Iraq. Più di tre milioni di persone ha incontrato Emergency sulla sua strada. Strada, ricordiamolo, fatta di volontari, medici ed altre figure professionali di vario genere con alte specializzazioni in campo medico. Lo stesso Daniele Mastrogiacomo di Repubblica deve la sua liberazione all’intervento di Gino Strada, senza il quale poco avrebbe potuto il governo dello stato italiano, questo per dire quello che Emergency, fra le altre cose riesce a fare. In uno dei suoi libri più struggenti, Pappagalli Verdi, Gino strada racconta e riassume la forza devastatrice delle mine antiuomo: lo scempio dell’essere umano, quando gli esplodono addosso, le volte che le mutilazioni prodotte dai pappagalli verdi si sono materializzate negli ospedali dove il chirurgo italiano opera, giorno e notte, con il suo staff. Il centro chirurgico teatro dell’ultimo episodio di cronaca che ha visto protagonisti i tre operatori italiani a Lashkar Gah è intitolato a Tiziano Terzani, uomo nobile di tradizione pacifista. “Cosa vorresti fare da grande? Quando ero un ragazzino, rispondevo il musicista o lo scrittore. Ho finito col fare il chirurgo, il chirurgo di guerra con precisione. E ho chiuso da tempo con la nostalgia ed il rimpianto di non sapere suonare uno strumento né scrivere un romanzo”. In questa risposta c’è la ragione intrinseca di una scelta di vita, quella di Gino Strada e successivamente di sua moglie Teresa Sarti, da poco scomparsa, al fianco non degli ultimi, per quello ci sono le liturgie dei caritatevoli, ma delle mutilazioni degli ultimi, che hanno un nome: Pfm1, mine antiuomo di produzione sovietica di colore verde lucente, capaci di far credere a chi le guarda di trovarsi di fronte a meravigliosi volatili a causa della loro conformazione da ali d’uccello. Poi fai il conto e scopri che vi sono 110 milioni di mine antiuomo sparse per il globlo, il che significa 110 potenziali esseri umani mutilati, quando sopravvissuti. E poi c’è Gino Strada, che fa la guerra a quelle mine.
Emergency
- Autore: Oreste Di vito : : Pubblicato: Apr 14th, 2010 : : Commenti: 1
- Categoria: Editoriali, Elven.it - Rubriche, News, Politica e Informazione
Successo per il laboratorio di politica ACLI, Bartolomeo presenta la sua candidatura in regione
Agorà- Laboratori di politica è stato il titolo di una tre giorni di incontri promossa a Formia presso le aule del Centro Coni Bruno Zauli dalla Fondazione “Achille Grandi” e dalle Acli provinciali di Latina presiedute da Sandro Bartolomeo. Una tre giorni in cui i partecipanti, oltre quaranta, hanno potuto apprendere, attraverso insegnanti professionali e preparati, quali Massimo Salesi per la Fondazione Achille Grandi e Filippo Cardaci, responsabile sportelli Acli per l’immigrazione della provincia di Varese, i meccanismi che presiedono alle dinamiche del consenso sociale, oltre ad avere l’opportunità di riflettere e confrontarsi con altre persone sui propri valori individuali, sperimentando come attuare una efficace campagna di azione politica. Particolare attenzione è stata data all’analisi, agli strumenti e alle tecniche della comunicazione di massa, con riferimento ai media convenzionali e alla Rete Internet. Se, infatti, il primo giorno ci si è adoperati a un’analisi critica dei mezzi di comunicazione di massa ovvero come e perché le persone formano le loro opinioni ed in base a quali “logiche” un “evento” diventa “notizia”, successivamente si è passato all’elaborazione e gestione delle notizie evidenziando la propria percezione del reale e insita mappa dei valori. Infine il terzo giorno si è affrontato il mondo di internet attraverso una riflessione dal punto di vista delle persone. Soddisfazione è stata espressa dal presidente Sandro Bartolomeo che, a chiusura del corso, ha inteso premiare con un attestato i numerosi partecipanti condividendo con loro una riflessione sulla politica attuale. Ma anche, in esclusiva per Elven.it, sulle prossime elezioni regionali che lo vedranno confrontarsi nelle liste del Partito Democratico a sostegno di Emma Bonino, candidata alla presidenza della Regione Lazio.
- Autore: Francesco Furlan : : Pubblicato: Feb 16th, 2010 : : Commenti: None
- Categoria: Cultura, Latina (provincia), News, Territorio (Basso Lazio, Roma)
27 Gennaio… Giorno della Memoria
« Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. » Questa e’ la poesia di Elie Wiesel che racconta il suo primo giorno di prigionia alla sola eta’ di quindicia anni. La letteratura dello sterminio ha lasciato una mole immensa di testimonianze, racconti e storie sulla parabola dell’Olocausto. Proprio la poesia, forse più di ogni altra forma di letteratura, riesce attraverso la sua forza evocativa a lasciare il segno. Un segno indelebile su ognuno di noi, che richiama alle immagini delle baracche di Birkenau che si spalancano a perdita d’occhio, che ci fa vedere la torre che bisogna attraversare per coprire il percorso di Birkenau. Un luogo scomodo, difficile da raggiungere, non solo con la mente. Le centinaia di migliaia di visitatori che ogni anno giungono in Polonia infatti si fermano ad Auschwitz I, solo i più testardi decidono di proseguire, di fare tre chilometri in più. E poi fermarsi di fronte alla judenrampe, il punto di arrivo dei convogli provenienti da mezza Europa dai quali scendevano i deportati. Li avveniva la prima selezione: a destra quelli destinati alle camere a gas, a sinistra tutti gli altri ovvero coloro che avrebbero lavorato, mangiato 350 di pane al giorno, il cui peso corporeo sarebbe arrivato, per i più fortunati, a 35 kg.
Birkenau e’ un secolo fatto luogo: arrivo’ a contare 500000 prigionieri, 22000 morti al giorno. Birkenau e’ un luogo che tutti dovremmo visitare: e’ un viaggio dentro la sciagura dell’uomo. Sciagura senza appello.
Oreste Di Vito
- Autore: Oreste Di vito : : Pubblicato: Jan 26th, 2010 : : Commenti: None
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