Il Punto… Rimborsi elettorali di Oreste Di Vito

Ci avevano rassicurati. Era il 1993 e una maggioranza dell’85% aveva detto basta al finanziamento pubblico dei partiti politici. Abbiamo fatto finta di credere a quel referendum e a quella promessa. Ora la Corte dei Conti ci sbatte in faccia la realtà così com’è. Dal 1993 il finanziamento pubblico ai partiti è si sparito, ma come per magia è nato il rimborso elettorale. Subito qualche cifra: dal 1994 ad oggi sono stati rimborsati dallo stato ai partiti 2 miliardi 253 milioni di euro a fronte di 579 milioni spesi. Continue reading

Riforme con-divise

vignetta satira caricatura politiciGli interlocutori sono fondamentali quando si lancia un messaggio come quello del presidente Giorgio Napolitano la sera di San Silvestro. Solidarietà, sostegno ai giovani e ancora riforma del fisco, della giustizia sono tutti temi che il presidente tocca nei suoi diciannove minuti di discorso. Le reazioni? Come al solito. Peggio di un anno fa. Con il ministro Brunetta che, bontà sua, chiede il cambio dell’articolo 1 (L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro) della Costituzione: “Non significa nulla”, ha detto. A tre mesi dalle elezioni regionali era impossibile non aspettarselo. Il discorso sul dialogo può anche andar bene ma quando le scadenze elettorali sono così ravvicinate, è impossibile vengano prese sul serio. Rassegnamoci a un dato di fatto. Vent’anni di berlusconismo hanno portato l’Italia a diventare un Paese che è alla continua ricerca del predominio sull’avversario. Che sia la sinistra, che sia la destra, la politica non la fa più nessuno. L’unica cosa importante è avere un voto in più dell’avversario e tutto il resto è nulla. Ad aprile questo Parlamento compierà due anni di vita. Significativamente, dopo due anni di attività, appare svuotato di senso se, come è vero, a novembre addirittura il presidente della Camera Fini lo ha chiuso per circa dieci giorni. Tutto va avanti con i decreti legge, con il decisionismo del presidente del consiglio. Per qualcuno ci voleva. Impelagati nel bicameralismo, si perde troppo tempo a discutere, a essere democratici viene da dire. Prepariamoci allora alla prossima campagna elettorale di marzo con l’Udc che, finalmente, è riuscita a raggiungere il suo obiettivo: essere decisiva per la vittoria dell’una o dell’altra parte. Ci è riuscita non per particolari meriti propri. Semplicemente per degli elementi di fatto. Da una parte il centro destra è calato di consensi perché incapace di esercitare la sua forza parlamentare in riforme che riformino davvero lo Stato, salvo non si intraveda forza riformatrice nell’azione di Governo. Dall’altra il centro sinistra ha perso l’ala sinistra, fuori dal Parlamento da due anni e che Di Pietro, con un gioco rischioso, sta cercando di portare all’interno dell’Idv. Comunque vada Casini & Co sono determinanti e, infatti, sfruttano questo loro potere per ottenere di più. Vanno dove conviene. In Puglia, pare, a sinistra, in Lazio, pare, a destra. Ci sarebbe ben altro da discutere: di nucleare ad esempio. Tredici regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro le decisioni in politica energetica del Governo. Ma nessuno ne parla seppure questo sì, sarebbe tema da campagna elettorale. Tutti uniti, tutti uniti, si dice, a raggiungere quel traguardo di riforme condivise che il presidente Napolitano ha elencato nel suo discorso di inizio anno. Mah. Se il Governo manterrà, e non c’è modo di dubitarne, il suo attuale modo di fare, crediamo che quando una riforma non sarà condivisa, sarà imposta e stop. D’altronde a non condividere ci si guadagna in consensi. Ma apparte il caso singolo del presidente del consiglio, a cui un paio di riforme a persona servirebbero come il pane, a beneficiare di queste revisioni nella Costituzione, saranno tutte le forze politiche anche se di facciata saranno in molti a negare. La storia ci dice che se Berlusconi dal 94 è riuscito a rimanere in sella, questo è perché non c’è mai stata un’opposizione o un governo, quando lui era minoranza, che lo abbia ostacolato e, anzi, spesso lo ha favorito. Qualcuno ricorda una legge contro l’attuale presidente del consiglio? Non ce ne sono. E allora, andiamo, vediamo dove ci porteranno queste riforme condivise, o meglio con-divise. E chi non è d’accordo … Non dia fastidio.

Alta la guardia, Buon 2010

vignetta satiraSiamo giunti a fine corsa. Il 2009 tira le cuoia. Un paio di frasi fatte per un amico che non le sopporta … Allora, spero abbiate passato tutti un Buon Natale. E vi prepariate a un Capodanno ancora migliore. E prima di ogni cosa faccio i complimenti al variegato staff di associazioni che si è mosso tutto insieme per realizzare il primo capodanno in piazza, interamente frattese. Arriviamo un po’ in ritardo rispetto ad altri comuni, più turistici se vogliamo, ma comunque siamo arrivati. Forza e coraggio e ancora: bravi ragazzi. Ma non sono io a dovervelo dire, già sapete di esserlo. E con ragione. Un saluto poi a tutti quanti coloro hanno conosciuto Elven.it da giugno ad oggi. Grazie, grazie, grazie per il vostro seguito. Ci fa capire che Elven.it ci voleva. Continueremo a crescere insieme a tutti voi con la vostra attenzione e partecipazione.
La finiamo qui? Non si può proprio. E’ un periodo questo dicembre che davvero non si può camminare per strada. Ti giri … e ti arriva una statuina del Duomo in testa. Passeggi dentro una Chiesa … e ti saltano addosso per abbracciarti. Non conviene troppo essere dei personaggi famosi di questi tempi. Non sai mai come va a finire. Chissà che non abbiano ragione i matti. Cantava un ispirato De Gregori: “… Si fermano lunghe ore, a riposare, le ossa e le ali, e dentro alle chiese ci vanno a fumare, centinaia di sigarette davanti all’altare”. Sono tempi strani i nostri. Un anno fa non ne sentivo così tante di notizie curiose. O i servizi di sicurezza hanno allentato la protezione sui nostri personaggi pubblici o i matti sono aumentati. I primi li potrei anche capire. Con i tagli che hanno conosciuto le forze dell’ordine nelle ultime due finanziarie come dargli torto. Ci sarà, dico io, anche qualcuno sensibile ai diritti della categoria. Anche se, nella maggior parte dei casi, sei assegnato a una scorta, hai una buona auto, la benzina c’è, ascolti sicuramente un sacco di cose che ti danno il voltastomaco ma sei contento così anche perché … meglio che stare in caserma dove i computer non ci sono, i colleghi sono pochi, la benzina alle auto è finita, il telefono squilla in continuazione e nessuno risponde e non vedi le ore di extra pagate da una vita perché si ostinano a darti giorni liberi. Dai su, saresti un po’ arrabbiato anche tu caro agente della scorta a lavorare sulla strada in queste condizioni. Se il Governo, con l’appoggio silente dell’opposizione, toglierà di mezzo le intercettazioni telefoniche, forse i pentiti del 21° secolo saranno gli autisti delle scorte ai nostri politici. Sai che spettacolo? E se, invece, fossero aumentati i matti? Mah … a dire il vero ci sono così tanti personaggi in giro smaccatamente di parte, avrebbero bisogno di una patente per quello che ci fanno sentire, che poi … è difficile non “farti afferrare per pazzo”. Colgo l’occasione per replicare a Franco . Ultrà dipietrista mi dici in un commento … eheheh … Sei proprio un giornalista figlio della mamma dei giornalisti … Ma io devo risponderti per fugare i dubbi. Ci si fissa un’etica nella vita. La mia è scritta all’articolo 3 della Costituzione e non da Di Pietro, per fortuna: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Perché cambiare questa regola? Se mi è offerto un modello migliore e diverso sono ben disponibile a battermi per ottenerlo. Ma se non è così, un’altra bella frase fatta per l’amico di inizio articolo, “chi cambia la via vecchia per la nuova, sa quello che perde, non sa quello che trova”. Su questo ti do ragione Franco … Effettivamente è un po’ dipietresco utilizzare i proverbi … Ci aspettiamo tante buone cose dal prossimo anno. Arriveranno? Stretti i denti e alta la nostra dignità. Per molti è l’unica cosa di cui sono rimasti padroni. Qui ogni scusa pare buona per parlare di clima d’odio. E Nel silenzio dell’informazione, nelle stanze segrete, ma non troppo, del potere, si sono sempre fatti i peggiori accordi per chi poi li ha dovuti subire. L’ultimo, per fare un esempio, è quello sull’acqua resa privatizzata. Questa nostra classe politica, credeteci, può fare di peggio. Di molto peggio. E allora, un solo consiglio: tenete alta l’attenzione. Perché la democrazia non è data per sempre. Per lei si combatte tutti i giorni perché c’è sempre qualcuno che la vuole tutta per sé. Animo e Buon 2010.