I vicoli di Coreno alla sesta edizione. C’eravamo anche noi di Elven alla manifestazione: con soddisfazione, per aver ritrovato una organizzazione migliorata sotto ogni aspetto, ma soprattutto, per aver rivisto quei volti. Di persone che i vicoli sanno davvero cosa sono: per averli attraversati di corsa, da bambini, per essersi rifugiati sotto quegli archi così maestosi per non sentire rumore delle bombe, della guerra, della tragedia di un popolo. Ebbene cari amici di Elven abbiamo voluto raccontarvi, come si evince dal servizio, proprio loro: i volti di un altro secolo, le voci ancora tremule e gli sguardi fieri. Volendo ricordarne uno , non potremo non soffermarci su quello dell’anziana signora che presta l’immagine al manifesto dei vicoli ormai da sei anni. Ha detto di quando era bambina, di quello che sognava per lei sua madre. E di quello che lei sognava. C’era anche il desiderio di diventare cantante. E una canzone l’ha cantata. Per noi, per quelli che hanno avuto la fortuna di ascoltarla. Forse anche per se stessa, nella sua Coreno, nei suoi vicoli. Non la dimenticheremo.
Oreste Di Vito
Dal vicolo Lorme al Ponte
Parte prima
Dal vicolo Rollagni a Carelli
Parte seconda
Scenetta finale – Antica rivalità tra Ausonia e Coreno
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