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Elezioni regionali 2010 – Analisi ad una settimana dal voto

vittoria lega nord eleganti regionali 2010C’è un vincitore morale e politico delle ultime elezioni amministrative: la Lega Nord. Proveremo ad esaminare come questa vittoria leghista non si traduca numericamente in un aumento netto di voti per il partito del carroccio. Gli elettori della Lega sono stati due milioni e 750.000, rispetto alle precedenti elezioni europee c’è stato un calo di 150.000 preferenze: erano infatti nel 2009 due milioni 900.000. Le elezioni politiche di quattro anni fa avevano visto la Lega raccogliere due milioni 847.000 voti. In termini assoluti questo dato racconta che in alcune regioni la Lega Nord ha addirittura perso voti, come in Lombardia, Piemonte e Liguria, mentre ne ha incrementati In Emilia, in Toscana e nelle Marche ed in Veneto. Questo vuol dire in termini assoluti che la Lega pur non avendo incrementato il suo bottino elettorale, ha avuto un calo minore rispetto agli altri partiti della coalizione, in particolare al PDL. Le cifre degli altri partiti: al PD manca un milione di voti, al Pdl due milioni e mezzo, all’UDC 350.000, ognuno rispetto alle europee dello scorso anno. Come ha accuratamente osservato Luca Ricolfi su un campione di 100 elettori si evince quanto segue: 29 elettori hanno votato per i due maggiori schieramenti (PDL-PD), 12 elettori per la Lega, 19 elettori per i partiti minori e ben il 30% non ha votato. Ed è proprio questo 30% che ha fatto la differenza in termini di vittoria della Lega. Altro dato interessante emerso da questa tornata elettorale è quello riguardante la fusione di Forza Italia e Alleanza Nazionale in termini di voti raccolti: pagano uno scotto enorme, in virtù del fatto che l’unione di due partiti raramente si traduce, in cabina elettorale, nella somma dei loro voti. Qualche dato: nel 2000 Forza Italia ed Alleanza Nazionale raccoglievano in Piemonte il 42,66%, il 28 e 29 marzo scorsi PDL ha raccolto il 25,04%, in Lombardia ancora Forza Italia ed Alleanza Nazionale nel 2005 raccoglievano il 34,64%, ora insieme arrivano al 31%, in Veneto sempre alle amministrative del 2005 i due partiti di centro destra separatamente raccoglievano il 30,79%, adesso il PDL è al 24,74%. Il risultato straordinario, straordinario la Lega Nord lo ha ottenuto, ripetiamolo, non in percentuali assolute, ma riuscendosi ad insediare nelle cosiddette regioni rosse come l’Emilia Romagna, dove arriva al 13,67% e la Toscana dove raggiunge un considerevole 6,48%, quintuplicando i voti rispetto alla precedente consultazione elettorale. Non va trascurato il dato della regione Liguria, dove il carroccio riesce a confezionare un risultato che lo vede raggiungere il 10% dei consensi, anche qui riuscendo a raddoppiare i voti rispetto alle regionali del 2005.

Il Punto di Oreste Di Vito Elezioni regionali 2010, analisi del voto, come hanno votato gli elettori, il vincitore morale delle elezioni regionali 2010 La Lega Nord, i partiti che hanno perso e guadagnato consensi, le regioni vinte.

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Dallo spettacolo alla politica: affari, prostituzione e viagra

dallo spettacolo alla politicaEra il 26 gennaio 1994 il giorno, il mese e l’anno in cui Silvio Berlusconi, dopo diciotto anni di televisione, scendeva in politica. Ma è stato negli ultimi sedici anni che l’Italia è cambiata. Se ai tempi della sola tv, il mutamento della società era stato solo proposto grazie a un nuovo modo di fare televisione che forniva una nuova scala di valori all’audience televisivo (che poi sceglieva se approvarla o meno in modo democratico), è stato dalla discesa in politica in poi che l’azione sinergica di una duplice presenza, mediatica e politica, entrambe democratiche ma antidemocratiche se si presentano insieme unite nello stesso uomo, ha cambiato in modo radicale la società. Oggi, a sedici anni da quel 26 gennaio, sono molti i giovani imprenditori plasmati da quei valori mediatici e politici. Due esempi su tutti di questi giovani rampanti potrebbero essere il 35enne Giampaolo Tarantini e il 39enne Diego Anemone. Il primo finito in uno scandalo sulla sanità in Puglia, il secondo nel più attuale sulla ricostruzione in Abruzzo. Avevano, rispettivamente, 19 e 23 anni nel 1994 quando Berlusconi, all’epoca ritenuto l’esempio dell’imprenditore vincente, entrava in politica. Se il Presidente del Consiglio per questi due imprenditori abbia rappresentato un esempio è tutto da dimostrare, come anche se su di loro la televisione abbia mai esercitato un qualche ascendente. Un dato, però, accomuna in maniera evidente i due: entrambi, a quanto rivela la magistratura inquirente, hanno fornito prostituzione al potente di turno per garantirsi i migliori affari. Di questi tempi una prassi, quando si raggiungono determinati livelli, che forse rende più comprensibile come imprenditori di per sé giovani, in un paese gerontocratico e dove proprio i giovani vivono la realtà dei contratti di collaborazione e a termine anche in età avanzata, siano riusciti a raggiungere tanto velocemente appalti a così tanti zeri. Forse, e non è una battuta, dovrebbero ringraziare chi inventò la pillola blu del Viagra. E chi ne abusa. Perché anche così si comprende come la prassi dell’offerta di prostituzione si sia insediata nei Palazzi: quelli dove, in un’Italia economicamente affatto liberale, si decidono gli affari e si perpetua il potere. E se è vero che donne, soldi e potere hanno spesso viaggiato a braccetto nell’immaginario maschile italiano, e non solo, c’è da tenere presente un dato ulteriore: l’attuale fusione, tutta nostrana, tra politica e un certo mondo dello spettacolo. In quest’ultimo si è sempre malignato su come le donne, di talento e non, per fare carriera abbiano dovuto spesso cedere al potente regista o editore di turno. Ma ci chiediamo: e se, per ipotesi, quel sistema fosse stato trasposto in politica da chi meglio lo conosceva? E ancora: e se fosse poi stato applicato in ogni suo campo assumendo a prassi? Certamente in politica, differentemente dallo spettacolo, ogni errore diverrebbe facilmente un’arma di ricatto nei confronti del politico stesso … Ma se esistesse una giusta ricompensa e a prostituzione corrispondesse un elezione? E se quel sistema, sempre per ipotesi, favorisse anche gli affari privilegiando chi offre prostituzione, e non solo, per ottenere un appalto? Inutili le ribellioni dove tutti vengono ripagati. E nessuno scandalo in una società dove i valori, diffusi dai media, sono in mano a un unico padrone che li gestisce come meglio crede. “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”, fu profeta Dante. Che però non poteva immaginare come il suo Paese, nel 150° anno della sua Unità, sarebbe stato guidato da attempati politici utilizzatori accaniti di pillola blu.

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Lettera aperta al segretario del Pd Pierluigi Bersani

Pd Pierluigi BersaniGentile segretario del Pd Pierluigi Bersani,
proprio oggi il ddl sul “processo breve”, come lei ben sa, è stato approvato dal Senato, 163 sì, 130 no, 2 astenuti, e ora va alla Camera. Sono un uomo abbastanza diretto quindi non mi perderò in inutili premesse. Ho sentito come ha commentato sa? Suvvia, sembrava il peggior Di Pietro: “La cosa peggiore che si potesse fare, distruggere migliaia di processi, lasciare senza giustizia migliaia di vittime per salvare uno solo”. No, no, no, non si dice così. Ma D’Alema proprio non le ha insegnato nulla? Ha sentito cosa ha detto e le ha detto il premier Berlusconi? Glielo ripeto: “Siete intellettualmente disonesti, non c’è nulla di incostituzionale”. Intellettualmente disonesti lo trovo molto azzeccato. E ha aggiunto: “‘Il mio parere è negativo perché i tempi, quelli introdotti con questa nuova legge, non sono ragionevoli. Dieci o più anni… vorrei fossero più brevi”. Berlusconi vorrebbe processi ancora più brevi segretario Bersani. Processi per direttissima praticamente. E mica sarebbe una brutta idea sa? Immagini. Prendiamo l’imputato e lo portiamo in aula. La parte lesa? Anche lei in aula. I testimoni? Li andiamo a prendere casa per casa. Tutti in aula anche loro. E non li facciamo uscire da lì fin quando non esce una verità giudiziaria. Interrogatori serrati. Aboliamo tutta la trafila dell’avviso di garanzia, del rinvio a giudizio … Aboliamo anche l’Appello e la Cassazione. E le indagini dirà lei? Non servono mi creda. E’ sufficiente che si presidino strade, mari e monti con forze militari schierate. E si figuri se qualcuno avrà il coraggio di commettere un reato … Vedrà. E chi lo avrà se ne accorgerà. Inoltre, ci pensi, i tanti giovani oggi disoccupati troveranno lavoro a tempo indeterminato controllando che nessuno delinqua. Come dice? Le sembra uno Stato di Polizia. Si sbaglia segretario. Quello che le descrivo è uno Stato che sa rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini. Mi scusi se le sembro così duro ma la voglio solo aiutare a dire la verità. Sa, come in una seduta di psicanalisi. Avanti, dica tutto, butti fuori quel rospo. L’aiuto. Lei fino a qualche settimana fa mi era sembrato d’accordo con la possibilità di dialogare con la maggioranza. Solo venti giorni fa aveva applaudito in coro insieme a tutti i leader dei partiti politici al discorso del presidente Napolitano: “Riforme Condivise”. Qui su Elven, la nostra vignettista ci aveva anche scherzato un po’ su. E a dire il vero l’aveva anche ignorata preferendole D’Alema. E ora, invece, lei se ne esce con queste frasi da soldatino semplice Idv… Le dico la verità segretario. In fondo la capisco. Lo so che lei fondamentalmente è d’accordo con il premier. E so anche che non può dirlo. Si capisce. Se rivela pubblicamente che è d’accordo… e poi chi lo vota più il Partito Democratico? Non servirebbe a nulla. Basterebbe un solo unico partito. Già, infatti, a che serve sto Pd? Il bipolarismo in Italia, gli italiani lo hanno capito bene, non è un sistema che alterna delle maggioranze ma un sistema politico che punta alla sopraffazione definitiva dell’avversario. Vabbè, ma lei questo lo sa. Chiudo questa lettera e le chiedo un’ultima verità … Non faccia il comunista puro e duro avanti … Ci è rimasto male che a Natale nessuno le abbia regalato una tessera del Pdl?
Cordialmente
Francesco Furlan

p.s. su quella Ducati ci sta benissimo. Quando ci facciamo un giro in pista?

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