Controllo elettronico della velocità: strumento di prevenzione o di incasso?

28 settembre 2010 – a cura dell’avv. Stefania Pinchera
autovelox nascostiAutovelox? Il fenomeno più diffuso in Italia negli ultimi anni. Strumento di controllo della velocità dei veicoli nato con l’obbiettivo di prevenire gli incidenti stradali, educando gli automobilisti a moderare la velocità ed a rispettarne i limiti. Indubbio è che, tutto ciò che serve a limitare gli incidenti stradali è cosa ben gradita. Basti pensare che, la gran parte dei sinistri (soprattutto mortali) è dovuto a comportamenti di guida inadeguati.

Tutto vero, ma la sensazione è un’altra! Lo scopo primario di queste apparecchiature, oggi, è divenuto solo un alibi per permettere ai Comuni di incrementare i propri incassi.

Quotidianamente, infatti, apprendiamo notizie in merito alle irregolarità di queste apparecchiature (a titolo esemplificativo: autovelox installati senza idonea segnalazione, nascosti tra gli alberi o dopo una curva e con una improvvisa variazione del limite di velocità previsto sulla stessa strada; il prodotto dell’attività delle macchinette viene illegittimamente analizzato dalle stesse ditte che provvedono anche alla stesura ed alla notifica del verbale di infrazione, attraverso false firme digitali di uomini della polizia municipale; i verbali di accertamento della violazione sono affetti da evidenti vizi di forma; vi è carenza del provvedimento prefettizio che individua i tratti di strada ove non è necessaria la contestazione immediata della violazione; lo strumento di misurazione della velocità non è munito di certificato di taratura SIT eseguito presso i Centri di Taratura Accreditati SIT; le autorità competenti hanno disposto il sequestro preventivo di diversi autovelox, a causa irregolarità riscontrate nella gestione del servizio da parte sia delle ditte costruttrici delle apparecchiature stesse, sia dei stessi funzionari comunali; ecc. ecc…..).

Guarda il video e leggi tutto… »

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Basso Lazio 02/09/09 Autovelox: si aspetta la circolare del Ministero per il passaggio di consegne

Il 21 agosto è stata approvata la nuova normativa sugli autovelox elaborata dal ministro degli interni Maroni. La nuova direttiva affida ai prefetti il compito di monitorare la velocità e pianificare le attività di controllo sul territorio. In particolare dovranno essere individuati i punti critici per la circolazione e poi disporre i sistemi per il controllo della velocità. Il compito di monitorare i risultati e gestire tutte le attività svolte in quest’ambito dalle forze di polizia, anche locali, è affidato alla polizia stradale. Dovrebbe, così, essere scongiurato l’uso indiscriminato di alcuni comuni che, facendo gestire gli autovelox alle polizie locali, piazzavano i rilevatori in punti ‘nascosti’, dove il limite non è chiaro o è stato da poco abbassato. Obiettivo della legge è, infatti, proprio di impedire alle amministrazioni di battere cassa alle spalle degli automobilisti e assicurare una maggiore trasparenza e controllo in favore della sicurezza sulla strada e non della speculazione economica. Eppure tra la teoria e la pratica c’è sempre un grande divario. Così come si legge, il testo della legge sembra essere abbastanza semplice ed efficace ma la sua attuazione porta delle controindicazioni non indifferenti. Per capirne di più abbiamo sentito il Comando di Polizia Stradale di Formia che, secondo la normativa, a breve dovrebbe ereditare la competenza in materia di autovelox: «Non abbiamo la competenza di quelli che sono già impiantati ma soltanto di quelli che verranno disposti da ora in poi i quali saranno stabiliti dal Prefetto, massimo esponente del Ministero degli Interni, e dal nostro funzionario di Latina. Gli altri, a seguito di questa normativa, o devono essere commissionati a noi, ma soltanto con l’autorizzazione del Comune, o dovrebbero essere disattivati per la mancanza del personale che vigila, citato dalla nuova legge. I Comuni, quando riceveranno la circolare dal Ministero degli Interni, dovranno provvedere». La riflessione dell’agente della polizia stradale è interessante: o gli autovelox presenti sulle strade del comprensorio saranno disattivati per mancanza del personale previsto dalla legge o il tutto verrà affidato alla polizia stradale. Questa ultima ipotesi sembra la più congeniale ma tre restano gli interrogativi: nel caso in cui i comuni ignorino la necessità del personale vigilante, qualcuno controllerà o potranno comodamente continuare a incassare dagli autovelox già impiantati e di fatto ancora sotto la loro gestione? E quale Comune di sua sponte affiderà la sua principale fonte di guadagno alla polizia stradale? E ancora: questo cosiddetto ‘personale necessario’ quale funzione avrà e in che modalità verrà gestito? Quanta differenza tra teoria e pratica. Aspettiamo maggiori spiegazioni.

Tags: , , , , , ,

Sperlonga 31/07/09 Dopo la morte di Gianluca, quei semafori ancora spenti…

strada principale Era il 9 luglio. Gianluca MItrano, 28enne sperlongano, padre di un bambino di appena un anno, rimane coinvolto in un incidente sulla Flacca al chilometro 12,500. Il giovane percorreva la strada verso Sperlonga a bordo del suo scooter Exodus quando sbatte contro un Ford Transit guidato da un 53enne americano, residente a Itri, che da via Lago Lungo si immette sulla provinciale verso Sperlonga. L’urto non è molto forte ma fatale. Siamo tornati sul luogo dell’ incidente per vedere se è cambiato lo stato dei luoghi. In corrispondenza dell’ incrocio dove è morto Gianluca c’è un incrocio semaforico ma è fuori uso dall’ inverno. Da quando un camion ha urtato uno dei semafori. Anche gli altri non stanno meglio. Sono tutti spenti perchè nessuno li ha ripristinati. Nemmeno dopo la morte di Gianluca. Una sola domanda: perchè? Gianluca percorrendo la
Flacca verso Sperlonga, giunto all’incrocio godeva della precedenza sui mezzi che si immettevano dalle strade secondarie. Senza dubbio. Ci vogliamo però mettere anche nei panni di chi si immette dalle strade secondarie. Da quando gli è stato tolto il semaforo, è più difficile. Basta osservare le foto. In quella in alto, la Punto è costretta quasi a uscire in strada. In primo piano compare il semaforo spento colpito lo scorso inverno. per chi arriva da lago lungo Nella seconda, a lato, il semaforo, spento, che si trovò di fronte l’americano. Non ci sono dubbi su come si sia svolto l’incidente. L’americano, al momento dell’urto, era dove non doveva. C’è però il dubbio che a nessuno importi nulla di sistemare un semaforo che avrebbe salvato la vita di un 28enne e che, se in funziona, la salverà a molti altri. Speriamo di sbagliarci.

Tags: , , , , , ,

Vincenzo Argese © 2009 - Una produzione vaSystems Sviluppo siti internet, Assistenza Informatica

RIPRODUZIONE RISERVATA
Il contenuto di www.elven.it è coperto da licenza
Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia