RobyTour 22 settembre- da Lourde a Tours

appena_arrivati_a_toursRoby ha mantenuto la promessa con il parroco e la parrocchia di San Nilo di Gaeta. I centauri del Roby Tour, ieri mattina, prima di partire per Tours, hanno fatto visita al santuario di Lourde e qui hanno preso una candela beneaugurante per la parrocchia gaetana. Ognuno per le sue ragioni, la visita a Lourde era molto sentita da tutti i partecipanti al giro motociclistico. Negli occhi di chi si è recato al santuario, storie di vita personali che non hanno bisogno di parole per essere raccontate: gioie, dolori, speranze visibili a chi riesce e ha voglia di vederle. E dopo la città di Bernadette, il Roby Tour è ripartito per una nuova lunga tappa direzione nord ovest della Francia ovvero Tours. Altri quasi seicento chilometri attraverso i dipartimenti di Aquitania, Poitou-Charentes (fiancheggiando Boerdeaux), Pays de la Loire (patrimonio mondiale dell’Unesco). Una tappa cominciata che quasi pioveva ma che poi, nel corso della giornata, ha visto il tempo andare via via migliorando fino a uno splendido sole che ha scaldato i 40 centauri. Dopo due giorni di pioggia, davvero un bel premio dopo i tanti chilometri percorsi. Parte del viaggio verso Tour è stato, a ogni modo, compiuto in autostrada. Una scelta obbligata visto il protrarsi, in mattinata, della visita a Lourde. Nonostante questo, i motociclisti sono arrivati a Tour intorno alle sette e mezzo di sera. In tempo per dare un’occhiata alla città. Una cosa è però ormai certa: sicuramente di questo viaggio in terra transalpina, rimarrà indelebile il ricordo delle innumerevoli rotonde. Forse sono stati proprio i cugini d’oltralpe a inventarle, forse no, sta di fatto che qui, più che in altri posti, se ne apprezza la funzione principale ovvero dissuasori della velocità. Le rotonde, infatti, sono collocate agli ingressi del paese che si attraversa. In questo modo chi guida, deve immediatamente diminuire la velocità, sulle strade provinciali sempre al massimo di 90 km all’ora, fino a 50 ma a volte anche 30 km all’ora. E non mancano gli autovelox a far rispettare il limite. A qualcuno potrà sembrare esagerato, ma in questo modo i piccoli paesi riescono a mantenere una loro specifica identità e tranquillità. E le persone che vi vivono all’interno, a vederle da fuori, sembrano ben contente di questo vivere con lentezza che in fin de conti è meglio dell’essere travolti dal traffico come accade da noi: qui nella provincia francese il caos pare non esserci. Solo tanto splendido verde. E le foreste intorno a Bordeaux ne sono un esempio che per i motociclisti del Roby Tour rimarrà lampante. Dopo Tours, si riparte Mont Saint-Michel, noto per il suo isolotto roccioso situato presso la costa settentrionale della Francia, dove sfocia il fiume Couesnon. Sull’isolotto, infatti, venne costruito un santuario in onore di San Michele Arcangelo. La particolarità è che l’isolotto è soggetto al fenomeno delle sabbie mobili, descritte in modo spettacolare da Victor Hugo. Ma ancor più eccezionale è l’ampiezza delle maree (circa 14 metri di dislivello) che, anche a causa dell’andamento piatto, montano con grande rapidità (si dice con la velocità di un cavallo al galoppo). Proprio le spettacolari maree della baia hanno molto contribuito all’inespugnabilità del monte, rendendolo accessibile al minimo della bassa marea (via terra) o al massimo dell’alta marea (via mare). Un’altra forte emozione per i centauri del Roby Tour che la marea la seguiranno a bordo delle loro fedeli due ruote.
Ufficio Stampa
4° Roby Tour in Europa
coppia_robytour_a_tours

Leave a Reply