Roby Tour – Da Diniz a Honfleur

in motoComincia a salire alle cinque e un quarto del mattino la marea a Mont Saint Michel. I quaranta del Roby Tour, che avevano pernottato nella vicina Diniz, arrivano circa un’oretta dopo. Un fenomeno davvero impressionante quello che riescono a vedere. L’acqua del mare circonda l’isolotto in ogni dove tranne sulla strada sopraelevata che conduce all’ingresso delle mura e che, a quanto pare, il comune francese sta pensando di eliminare per tornare all’originalità del sito quando la marea copriva anche l’unica via di accesso. Una volta qui, impossibile non visitare l’abbazia benedettina dedicata a San Michele Arcangelo e posta sulla cima della rocca. Una costruzione imponente con più di mille anni di storia. Di fronte ai suoi chiostri, alle volte gotiche, ai caminetti enormi, si resta sbalorditi. Tutto appare grande e costruito non a caso. Quasi si percepisce la presunta verità dell’antica leggenda medioevale secondo cui esisterebbe una sorta di linea energetica lungo la Via Micaelica o Via Sacra Langobardorum che collegherebbe St Michael’s Mount (Cornovaglia) con Mont Saint Michel (Francia), la Sacra di San Michele in Val di Susa, l’Eremo di San Michele di Coli nei pressi di Bobbio e il Santuario di Monte Sant’Angelo nel Gargano, ma anche con tantissimi altri edifici religiosi dedicati al culto di San Michele Arcangelo. La visita dell’abbazia si protrae, infine, oltre l’orario previsto per volontà di ognuno dei partecipanti al tour. Quindi, ai piedi della fortificazione, una foto ricordo che rimarrà negli annali del Roby Tour in Europa: tutti i partecipanti uno affianco all’altro con un grande striscione lungo oltre cinque metri. C’era anche chi aveva pensato a posizionare le motociclette, ma il rischio sarebbe stato di bloccare interamente la strada. E a quanto pare, non solo la polizia spagnola, ma anche la gendarmerie si sa far rispettare. In particolare per quanto riguarda limiti di velocità, autovelox e punti patente. Ci racconta un camionista francese di origini italiane che qui gli automobilisti vedono i loro punti diminuire, in caso di infrazione, da 12 e non da 20 come da noi. Inutile dire che esiste tutto un mercato nero dei punti patente tra chi li ha e chi li perde. Ma il tempo stringe e bisogna arrivare a Honfleur, dipartimento del Calvados, regione della Bassa Normandia. E per arrivarci si passa attraverso i luoghi dello sbarco in Normandia durante la seconda guerra mondiale: Pointe du Hoc, Uta, Umaha. Chi scrive visita Pointe du Hoc che vide impegnati gli eroici Rangers del secondo battaglione statunitense, 225 uomini che, da soli, smantellarono una postazione dell’artiglieria tedesca il giorno prima del D-Day. Il Roby Tour è anche storia e non sono pochi gli appassionati e coloro che restano colpiti dal sacrificio di quegli uomini e dagli enormi crateri lasciati dal bombardamento poco prima dell’attacco in una zona che in molti, a vederla, direbbero inaccessibile. Infine il serpentone motociclistico prende la rotta di Honfleur arrivando intorno alle otto di sera giusto per andare a cena. Tutti i locali, infatti, chiudono alle dieci di sera. Una giornata intensissima. Domani si riparte alla volta di Parigi. Basta il nome. Come per Roby Tour: un’emozione che viaggia sulla strada.

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