Roby Tour da Barcellona a Lourde

Roby in preparazioneSono arrivati a Lourde ieri sera alle nove i 40 centauri del Roby Tour dopo un viaggio lungo dodici ore e mezza, cominciato alle otto del mattino da Barcellona. Non la tappa più lunga del tour ma sicuramente la più impegnativa e affascinante. Dalla profana Barcellona alla sacra Lourdes: oltre 600 chilometri passando anche attraverso il piccolo Principato di Andorra. Ma prima della partenza del mattino, una notte che Roby difficilmente dimenticherà. Pioveva a Barcellona all’arrivo del traghetto da Civitavecchia e i nostri avevano ben pensato di parcheggiare il loro furgone a sostegno al centro di una piazza. Posto comodissimo per caricare i bagagli non trasportabili in moto … Ma non per l’inflessibile polizia catalana. Alle 4 del mattino il furgone andava spostato e non è stato facile per Roby e l’amico Angelo trovare un parcheggio adatto e che potesse contenere il mezzo a supporto del Tour. La partenza da Barcellona è comunque avvenuta regolarmente. Tutti puntuali al mattino. Forse con qualche ora in meno di sonno rispetto al previsto ma allegri. Almeno venticinque gradi di temperatura. Passato il traffico di Barcellona, si viaggia in direzione Andorra. Panorami aridi e mozzafiato. Strade scavate nella roccia quasi fosse il Gran Canyon nella calda Arizona. Curve lunghe e aperte su un asfalto che invita ad aprire il gas. Il sole sulla testa a scaldare quelli del tour. Un piccolo incidente tra due centauri ma niente di grave: solo una leggera toccatina. Cose che succedono quando si è in 27 motociclette. Si prosegue senza problemi finché comincia la salita verso il Principato di Andorra. Una curva dopo l’altra, l’aria si fa rarefatta, la temperatura lentamente scende, il cielo comincia ad annuvolarsi. Andorra appare come un borgo di montagna, ma modernissimo. Una tappa i centauri la fanno anche qui per un piacevole ristoro. Quindi la salita prosegue. La temperatura scende ancora fino a otto gradi. I Pirenei sono una catena montagnosa che non tradisce le emozioni e, infatti, dopo una galleria che apre verso la Francia, ecco, implacabili, nuvole fitte e cariche di pioggia che non vuol cadere: quasi una nebbia che costringe i motociclisti ad accendere le frecce per rendersi più visibili. Si va quasi a passo d’uomo finché non si arriva a fondo valle dove le nuvole si diradano. E sono splendide strada fino a Lourde, immerse in un verde che la fa da padrone con piccoli paesi che ricordano quelli dei folletti delle fiabe nord europee. Qualche altra sosta per fare rifornimento e poi finalmente Lourde alle nove di sera. Tutti stanchissimi ma felici. La nuova partenza è fissata per Tours, non prima, però, di aver fatto visita nei luoghi sacri che fanno di Lourde un sito unico per la fede cristiana e aver concluso la missione per Don Antonio Cairo della Parrocchia di San Nilo ovvero portare a Gaeta una candela beneaugurante. Messa alle sette del mattino, quindi, e poi alle nove la nuova partenza. Il Roby Tour non si ferma … Si ama e fa amare.
Ufficio Stampa
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