Pd…Partito alla Deriva

vignetta satira partito democraticoPovero popolo delle primarie. Non fai in tempo a dire che nel Partito Democratico l’aria è cambiata, che tutto torna a come era prima. A come da almeno quindici anni è sempre stato: a un partito che nei suoi vertici non conosce il ricambio. Un po’ come nel Pdl, ma se nel centro destra Silvio Berlusconi ha creato un partito a sua immagine e somiglianza scegliendo lui stesso di fondare all’epoca Forza Italia, con l’unica variante impazzita Gianfranco Fini, nel centro sinistra, nel Pd, già Pds, già Ds, il mancato ricambio costituisce fatto ben più grave e preoccupante. Pierluigi Bersani, eletto segretario davanti a Dario Franceschini e Ignazio Marino alle ultime primarie doveva rappresentare il ritorno a un partito organizzato sul territorio, capace di dialogare con tutte le forze di opposizione alla ricerca di un’unione di programma che radunasse uomini e storie in grado di sconfiggere il centro destra. Forse è troppo presto per esprimere un opinione, in fondo Bersani ricopre l’incarico da solo due mesi, ma se le premesse non sembrano le migliori. A lungo si è accusato l’attuale segretario Pd di essere un ‘cameriere’ (chiediamo scusa alla categoria), dell’esperto D’Alema così come Franceschini è stato accusato essere fac-totum di Veltroni. Due correnti interne che viaggiano parallele ma contrapposte. Fosse solo un problema di correnti, il problema stesso non esisterebbe ma non è solo questo. Essere un partito d’opposizione significa anche fissare un modo di comportarsi, darsi un’etica. Certo, dialogare va bene, scendere a compromessi, poi, significa fare politica, ma abbandonarsi alle richieste della maggioranza alla luce di aut aut imposti, no, questo è inaccettabile. Qual è l’aut aut? Il modo in cui il centro destra ha strumentalizzato l’aggressione contro Silvio Berlusconi avvenuta a Milano a Piazza Duomo. Clima d’odio si è detto. E cosa fa Massimo D’Alema, l’ex ministro degli esteri impredicato di succedere a Rutelli nella guida del Copasir ovvero dei servizi segreti dopo essere stato bocciato come ministro degli esteri dell’Unione Europea? “Dialogare con la maggioranza si può” è il suo messaggio ovvero cercare un punto di incontro per evitare al premier di farsi processare per i procedimenti in cui è chiamato in causa. Legittimo impedimento? Sarebbe un’idea per il pugliese dal baffo famoso. Un’idea che trova d’accordo Casini ma che gli scatena contro Di Pietro e che addirittura costringe Bersani a dire: “Siamo in un partito, non in una caserma” e “Secondo le sensibilità ci sono variazioni sul tema. Ma la linea è questa: niente leggi ad personam, confronto trasparente in Parlamento e nelle commissioni”. E poi nel Partito Democratico si chiedono come mai hanno perso tutte le elezioni dall’aprile del 2008 in poi, escluso quelle per la Provincia di Trento. Come mai l’Idv continui ad acquisire consensi ai loro danni. Dispiace. Un partito che si proponeva di essere la vera novità in questo paese, nei suoi vertici appare come la peggiore iattura ci si possa augurare per un Paese che vuole svoltare, migliorare e in cui la legge sia uguale per tutti. A Natale conviene proprio regalare una tessera del Pdl come suggerisce Berlusconi. La prima la mandi a Gallipoli… Mala tempora currunt

Leave a Reply