Il teatro di strada

Artisti di stradaLa parola “teatron” indica un insieme piuttosto variegato di spettatori, successivamente la connotazione della parola definì un luogo, ed infine una struttura vera e propria capace di raccogliere rappresentazioni sceniche. Il teatro nasce nell’antica Grecia, dove il coro ne è la parte centrale. Da Eschilo ad oggi il teatro è mutato in una seria di varianti innumerevoli. Nei ricordi di Federico Fellini ci fu spazio anche per i primi spettacoli della sua infanzia: “L’arrivo del circo di notte e di tutti i suoi artisti, la prima volta che lo vidi da bambino, ebbe il carattere di un’apparizione. Questa specie di mongolfiera preceduta da niente, la sera prima non c’era, la mattina era lì davanti casa mia. Pensai subito che fosse una barca sproporzionata”.
Una forma particolare di rappresentazione artistica è il cosiddetto “Teatro di strada”. Vi sarà capitato di imbattervi in uno spettacolo inscenato per strada, almeno nelle grosse città, dove ad esibirsi sono artisti variopinti e stravaganti. Quelle persone ai bordi delle strade animano una forma di rappresentazione e di comunicazione inusuale. Inusuale per il fatto che il loro spazio di comunicazione è imperniato nelle strade: si cerca di creare, da parte egli artisti, un filo diretto con gli spettatori. L’obiettivo è quello di attirare la loro attenzione, ma non solo. C’è una sorta di sfida a far sì che coloro che si sono fermati a guardare non abbandonino lo spettacolo. Ed allora eccoli comparire sulla scena uno ad uno: giocolieri, mimi, acrobati, fantasisti, tutti ad esibirsi, ognuno nella propria specialità. Ognuno a regalare con la propria liturgia uno spaccato quasi fiabesco della realtà. Tutti noi sappiamo che non ci sono uomini che mangiano fuoco, che camminano su trampoli oppure in grado di rimanere fermi ed immobili per ore, quasi senza respiro. In fondo uomini che sono artisti di strada e forse inconsapevolmente mimi di loro stessi. Si narra che i primi giocolieri che hanno invaso le strade siano comparsi nell’antico Egitto. La loro funzione era di attirare i passanti durante i mercati: dovevano fermarsi a guardare il vasellame esposto per strada e possibilmente a comprarne gli esemplari pregiati.
Nell’osservare attentamente le esibizioni degli attori di strada si può cogliere una valenza non solo artistica che emerge con forza e si materializza nelle piazze, nei vicoli nei cortili delle città, nei posti, cioè, non convenzionalmente destinati al teatro, ma anche e soprattutto una valenza dissacrante della realtà stessa, realtà improntata al conformismo e all’individualismo più esasperati. Ed è proprio la strada che viene restituita alle persone attraverso gli spettacoli degli artisti girovaghi . La strada non più come semplice luogo impersonale dove transitare frettolosamente, ma come spazio in cui regalare sorrisi e calore umano. Uno spazio di toccante umanità.

Oreste Di Vito

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