Il Punto… Rimborsi elettorali di Oreste Di Vito

Ci avevano rassicurati. Era il 1993 e una maggioranza dell’85% aveva detto basta al finanziamento pubblico dei partiti politici. Abbiamo fatto finta di credere a quel referendum e a quella promessa. Ora la Corte dei Conti ci sbatte in faccia la realtà così com’è. Dal 1993 il finanziamento pubblico ai partiti è si sparito, ma come per magia è nato il rimborso elettorale. Subito qualche cifra: dal 1994 ad oggi sono stati rimborsati dallo stato ai partiti 2 miliardi 253 milioni di euro a fronte di 579 milioni spesi. Il ricavo a favore dei partiti è subito calcolato: 1 miliardo 674 milioni di euro. Il meccanismo che calcola il rimborso elettorale è piuttosto semplice nella sua perfidia: per chi partecipa alle elezioni sono previsti dei rimborsi in proporzione ai voti raccolti, ossia 4 euro l’anno per ogni elettore. Le elezioni sulle quali si percepisce il il rimborso sono quattro: politiche(dove il rimborso vale doppio perché camera e senato si calcolano separatamente), regionali ed europee. Il tetto che i nostri governati hanno deciso di attribuirsi annualmente vale la cifra di 200 milioni di euro, che in un quinquennio fa un miliardo di euro. Fin qui le previsioni normative, poi scavando nelle pieghe della legge si scopre che il rimborso non viene calcolato sull’ effettivo numero di votanti, ma sugli iscritti alle liste elettorali, numero che viaggia sui 50 milioni per la camera dei deputati a fronte di 37 milioni di persone che effettivamente si recano ai seggi. Un’altra bella notizia, per i partiti s’intende, arriva dalla soglia di sbarramento per accedere ai rimborsi: basta prendere l’1%. Per sedere sugli scranni parlamentari bisogna totalizzare il 4% e questo si capisce, è strumento per evitare la frammentazione politica, ma non vale per prendere il rimborso, lì basta l’1%. Non finisce qui: i partiti possono chiedere allo stato gli interessi legali in caso di ritardo nel pagamento dei rimborsi. E poi dici che ci si allontana dalla politica…
Oreste Di Vito

Leave a Reply