Honfleur – Paris

parigiI chilometri lasciati alle spalle cominciano a essere tanti. E la stanchezza comincia a farsi sentire ma l’entusiasmo fa si che il Roby Tour prosegua con immutata passione. La voglia di continuare il viaggio e scoprire nuovi luoghi fa il resto. Si parte con il sole, dopo che nella notte ha piovuto, da Honfleur direzione Paris. Parigi. Tappa intermedia Reims e la sua cattedrale di Notre Dame (Nostra Signora di Reims), dove fino dal 987 al 1825 vennero incoronati tutti i re di Francia. Prima però della cittadina francese a nord di Parigi, un passaggio attraverso il ponte di Normandia. Un lunghissimo ponte, 2141 metri e fino al 1995 il più lungo ponte sospeso del mondo, che collega Honfleur con la penisola dove sorge Le Havre. Da qui, passata la zona industriale, ci si avvia verso il nord costeggiando i paesi dei pescatori che da centinaia di anni si avventurano nelle acque del Mar Baltico. Innumerevoli in questa zona i pescherecci e le cooperative che mettono insieme gli uomini della pesca. “Sembra un sogno” – di dice Roby. Ma non lo è e qualche goccia di pioggia è lì a confermarlo. E si fa anche qualche incontro davvero particolare. Lungo il viaggio, infatti, un gruppo di studenti di un locale istituto alberghiero regala al gruppo un sacco pieno di dolci. Una colazione fuori programma ma benvenuta. Si scende verso Reims. Il gruppo viaggia compatto. L’arrivo nella cittadina francese è uno spettacolo per gli stessi cittadini che vedono sfilare le ventisette moto una dopo l’altra tutte dirette verso il centro, verso la cattedrale: un capolavoro di arte gotica, visibile da tutta la città, che lascia sorpresi per l’altezza enorme che quasi incute timore. La sosta dura circa un’ora. Non molto dopo l’intensa mattinata. La voglia di andare a vedere Parigi, però, supera ogni desiderio di pausa. Il serpentone si mette in marcia costeggiando la Senna a destra e sinistra traversandola spesso grazie ai molti ponti che la tagliano in più punti. I nostri giungono a Parigi intorno alle cinque. Nemmeno il tempo di lasciare le borse che si risale sulla moto. L’albergo dista dal centro solo quattro chilometri ma il traffico da lì ai luoghi più noti di Parigi, l’Arco di Trionfo, il Louvre, la Torre Eiffel, gli Champs Elise solo per citarne alcuni, è incredibilmente caotico, nervoso, veloce. Arrivare alla Torre Eiffel è una gara a eliminazione nel senso che nel traffico, purtroppo, ci si divide motivo per cui si giunge alla spicciolata. E quando si è sotto la Torre, entra in scena la cronaca, con la gendarmeria e i corpi speciali francesi che fanno brillare un motorino lasciato in modo sospetto sotto una della basi del monumento. Fino a notte fonda, i centauri viaggiano in una romantica e passionale Parigi. Alcuni di loro hanno scelto la metro per poter viaggiare più liberamente. Chi scrive ha avuto la fortuna, e un amico la sensibilità di prestargli la sua moto, come già aveva fatto da Tours a Honfleur, e può dirlo a chiare lettere: pur nel caos, che la sera va comunque diminuendo, guidare una motocicletta a Parigi regala un’emozione che è indescrivibile con le parole, appena accennabile con la scrittura. Il Roby Tour è anche questo: sogni che diventano reali.

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