Federalismo all’italiana

Un capitolo della organizzazione regionale che secondo noi vale la pena affrontare è quello riguardante uno degli aspetti l’autonomia statutaria fortemente voluta dall’intero arco politico. In conformità a questo principio, che in teoria dovrebbe servire a responsabilizzare cittadini e amministratori, ciascuna regione può in assoluta autonomia determinare il numero dei propri consiglieri: non solo può anche deciderne gli emolumenti che a loro spettano, cioè gli stipendi. La regione Lazio ha deciso di aumentareMore… il numero dei propri consiglieri, passando dai vecchi 60 agli attuali 70. Altro dato che sembra doveroso sottolineare: gli assessori da 12 sono diventati 16 e le commissioni consiliari da 14 sono aumentate di 10 unità, 24 per l’esattezza. La domanda che una persona di buon senso si farebbe a questo punto è la seguente: c’è una forma di controllo in tutto questo? ovvero ci sono organi che vigilano? A questo punto si passa dal serio al faceto e sapete perché? È presto detto: ciascuna regione nomina due consiglieri destinati a supportare l’operato della Corte dei Conti. Sì avete capito bene: il controllato nomina i suoi controllori, i quali, una volta insediati, vigileranno sugli atti che la regione stessa, la quale, è bene rimarcarlo, li ha nominati, porrà in essere. Come al solito tutto regolare, tutto in base a quanto prevede la “Legge La Loggia” di quattro anni fa. Ciliegina sulla torta: l’incarico politico, perché tale è visto che i giudici sono di nomina politica, è rinnovabile per altri cinque anni ovviamente sempre attraverso nomine regionali. Senza dottoreggiare sui massimi sistemi, siamo certi di poter affermare che tale sistema, dove il controllato decide chi deve controllarlo, rappresenti come sempre più tristemente accade, una perla del nostro Paese che sicuramente il resto del globo non ci invidierà.

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