Esperia 21/06/09 Un vivaio nel Parco Regionale dei Monti Aurunci

Un vivaio del Parco Regionale dei Monti Aurunci, che ha sede a Campodimele, sorgerà anche a Esperia. Il Parco nonostante sia stato istituito dal qualche decennio è tra i pochi enti che ha progettato, avviato e terminato tutti i lavori di recupero o di costruzione delle strutture che insistono nell’area protetta. Dieci sono i Comuni che vi fanno parte: Formia, Spigno Saturnia, Campodimele, Lenola, Itri e Fondi in provincia di Latina e in provincia di Frosinone Ausonia, Esperia, Pontecorvo e Pico. Una struttura analoga al vivaio del Parco già attivo a Itri sorgerà nel territorio di Esperia con lo scopo di recuperare piante autoctone, in particolare piante da frutto come alcune varietà di meli e peri e i vitigni locali. A Monticelli un Vivaio del Parco di specie frutticole autoctone. Ad approvare il progetto esecutivo per il recupero dell’antica struttura che sovrasta il terreno destinato al vivaio sono stati, oltre al presidente dell’ente Giovanni Ialongo, i membri del consiglio direttivo Luciano Gatti, Erminia Vitiello e Franco Carnevale. La seduta si è svolta nella mattinata di venerdì 19 e ha visto l’approvazione dell’importante progetto che permetterà di recuperare l’antico fabbricato rurale sito in località Monticelli di Esperia in via Vaglie. L’intervento è stato possibile grazie a dei finanziamenti che l’ente ha ottenuto dalla Regione Lazio prima, per acquistare la struttura che insiste sul terreno destinato a vivaio di piante da frutto locali, e ora per recuperare lo stabile e riqualificare il terreno ai fini del potenziamento dell’attività agricola. Si tratta di un intervento che l’Ente Parco, in piena sinergia con il vice presidente Luciano Gatti, ha inteso avviare per favorire lo sviluppo socio economico del territorio, passando per la produzione e promozione delle risorse naturali che caratterizzano l’area di Monticelli, una delle tre frazioni che compongono il comune di Esperia. Per avviare le opere il Parco ha registrato un impegno di spesa di circa novantamila euro.
Il recupero architettonico – strutturale dell’edificio, che insiste nell’area scelta per la produzione delle piante autoctone di frutto quali meli, peri, vigneti è funzionale alle attività che si svolgeranno proprio nel vivaio e si realizzerà attraverso una serie di interventi atti al consolidamento della struttura. Si tratta, in pratica, di una antica costruzione che si sviluppa su due livelli, pari a una superficie di oltre 200 metri quadri, e vi saranno realizzati uffici, una sala polivalente, servizi igienici per i visitatori e per il personale, spogliatoi, un deposito per gli attrezzi e per i prodotti finiti del vivaio, un ampio locale per la lavorazione e sistemazione delle piante nei vasetti, oltre ad un garage per i mezzi agricoli ed un porticato utilizzabile per le attività quotidiane del vivaio in tempo di pioggia.

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