Due parole su Bettino Craxi

Bettino CraxiProvando ad andare oltre a un elenco di annotazioni facile da trovare anche su wikipedia, non so esattamente che senso abbia parlare oggi di Craxi(in foto la statua ad Aulla), come accade, visto che siamo così vicini ai fatti che lo videro protagonista. A ogni qual modo proviamo. E’ la moda visto che il prossimo 19 gennaio sono dieci anni dalla morte. Partiamo da wikipedia. Craxi nasce nel 1934 e muore nel 2000. Facciamoci un po’ di domande. Dieci anni dopo la morte, Craxi è già storia d’Italia o è ancora cronaca? Il leader socialista è morto un anno prima della caduta delle torri gemelle a New York. Siamo già così lontani dal craxismo per poter riflettere lucidamente su cosa è stato per l’Italia? Ancora meglio, non ci sono fin troppe persone che aspirano a vedersi eredi del craxismo? Fino in punto di morte, dall’esilio, Craxi ha continuato a dispensare pareri e opinioni sulla politica italiana. E consigli. A chi? Verosimilmente a tutti i “figli” politici oggi dispersi nel centro destra e nel centro sinistra. Onora il padre, è scritto nella Bibbia. E io credo si riferisca a quando è vivo. Un po’ di storia. Il 29 aprile del 1993 simpatizzanti e parlamentari di Lega Nord ed Msi urlano ladro a chi aveva votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti del leader socialista che aveva chiamato tutti i partiti a rispondere di finanziamento illecito. Il giorno dopo, spinti da tutti i giornali e le televisioni, pubbliche e private, simpatizzanti di Lega, Msi e Pds marciano verso l’hotel Rafael, dimora di Craxi,per lanciargli contro oggetti, insultarlo e cantilenarlo. Nel maggio 1994 Craxi sceglie l’esilio… O la latinanza. Esattamente due mesi dopo la vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni insieme a Lega Nord ed ex Msi, un mese prima che la nazionale partecipi ai mondiali di calcio del 1994. Nessuno di chi oggi vuole alzargli una statua (nel 2007 Veltroni provò a intitolargli una via a Roma), all’epoca difese Craxi. Nè in Parlamento, nè immediatamente dopo. Nel gennaio 2008, però, un altro Parlamento applaude Mastella e il suo discorso sulla famiglia… ovvero la difesa della consorte dalle accuse della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Una bella differenza. Nel 1993 si aveva paura, si disse, visto che si era sotto un golpe giudiziario, si dice. Oggi molti di coloro che all’epoca stettero in silenzio, sono lì che vogliono alzare una statua a Bettino. Statue che di solito in Italia alziamo quando vogliamo lavarci la coscienza. E allora non poniamoci troppe domande che poi ci rimaniamo male. Facciamole lavorare queste aziende del bronzo. Craxi era molto corpulento. Servirà più bronzo… E meno male che Mastella lo hanno applaudito.

p.s. sono certo che, diciamo due anni dopo aver innalzato quelle statue a Craxi, su qualche giornale di provincia troveremo che in una di quella città che ha innalzato una stuatua… sfogliando con attenzione, in basso, scritto piccolo con un foto minuscola… Titolo: “La statua di Craxi chiede pulizia; sommario: il guano dei piccioni l’ha resa irriconoscibile”

Nota a Margine, facciamo informazione. Silvio Berlusconi, 19 gennaio 2007: “A sette anni dalla scomparsa, la figura di Bettino Craxi si staglia sempre più netta sulla scena della sinistra italiana che ha perduto con lui l’ultimo vero protagonista del riformismo. L’azione politica di Craxi – aggiunge – resta un esempio di modernità e di libertà. Craxi morì portando sulle sue spalle il peso e le responsabilità di un sistema politico in cui aveva dovuto muoversi ma del quale aveva saputo obiettivamente riconoscere e denunciare i difetti, le ambiguità e i rischi. Oggi appare evidente che fu l’unico statista a tentare di portare l’Italia fuori dalla partitocrazia. Ma il suo tentativo di riforma istituzionale fu avversato con ogni mezzo dai veti incrociati del partito comunista e della sinistra democristiana; da quel ceto politico, cementato dal compromesso storico, che oggi vede ricomposti e protetti i propri interessi nell’attuale governo (n.b.:Prodi). Proprio perché non discende da una cultura riformista, la sinistra italiana appare incapace di emendarsi e di tutelare gli interessi nazionali. Questa sinistra, in definitiva, sconta la colpa di aver rinnegato uno dei suoi uomini migliori, che aveva vinto la lunga battaglia di libertà con il Pci e che per questo andava eliminato dalla scena politica”.

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