Da Civitavecchia a Barcellona

robytour_1Barcellona finalmente, seppure sotto la pioggia. Le ramblas bagnate permettono comunque una saporita paella. Dopo venti ore in traghetto, seppure comodi, sono un ristoro piacevole. Il traghetto ha tenuto lontano il pensiero delle moto ma ha è stato tempo utile per chiacchierare, conoscersi, concentrarsi, prepararsi al vero e proprio tour, quello che porterà sulle strade di Francia in un giro che somiglia da vicino al Tour de France. L’organizzatore ‘Roby’, ormai lo chiameremo così, è duro con i partecipanti nel briefing pomeridiano sul Cruiser della Grimaldi ma li incoraggia: “Ragazzi, il tour non è una vacanza, e dobbiamo essere tutti uniti”. La riunione pomeridiana, prima di arrivare a Barcellona, rende tutti partecipe e ognuno dice la sua. Qualcuno, come è normale, è più nervoso di altri. Venti ore di nave sono comunque lunghe. A largo della Sardegna si è ballato per il mare e qualcuno, più abituato alla terra ferma e alle due ruote, non lo si vede quasi uscire dalla sua cabina … Molto più rassicurante del ponte. La notte, tutto sommato, passa nella gioia e nell’entusiasmo anche della Re-Vuelta, la festa dell’orgoglio omosessuale che viaggia sul Cruiser Grimaldi. Non c’è un vero e proprio gemellaggio con i partecipanti dell’altro ‘Tour’, ma il rispetto si. Lo stesso che Nino Di Ciaccio chiede a ognuno dei 40 partecipanti al Roby Tour durante l’incontro tra sul ponte numero 11: “Ragazzi, manteniamo un atteggiamento coerente e rispettoso delle esigenze di ognuno. E’ importante perché il nostro tour possa arrivare fino alla fine nella massima sicurezza”. Rincara Roby: “Tollererò una sola volta. Chi poi sbaglierà, sarà fuori”. Per il resto la giornata passa tra aneddoti di passati tour e personali con le proprie motociclette. E non manca la presa in giro sui classici vizi dei motociclisti e, se vogliamo, ‘paure’. Si va da “quella volta che non ricordavo dove ho messo la moto”, al continuo “ma dove sono le chiavi?”. Passando per “dove è il mio casco?”. Non è che i motociclisti siano particolarmente sbadati. Solo che tengono ai propri mezzi spesso acquistati con enormi sacrifici. Perché è vero che la passione si nutre di emozioni ma un mezzo meccanico come una moto ha bisogno, verrebbe quasi da dire, di affetto … e di un buon portafoglio. Le revisioni periodiche, proprio per questo, sono fondamentali. E non solo. Anche gli indumenti sono di rilevante importanza. Specie quando si affronta un tour lungo in cui le condizioni climatiche non sono prevedibili. E ancora più importante è, come sottolineato dagli organizzatori, il rispetto reciproco. Il tour, infatti, non è una gara ma un percorso che si affronta insieme. La Francia si annuncia piovosa ma i centauri sono pronti. I Pirenei prima, e la meta Lourdes li attende.
Ufficio Stampa
4° Roby Tour

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