Cattolici e Unità d’Italia

italia vaticano - cattolici e unita italia Il cattolicesimo è solida base dell’unità del Paese. Questo il senso del messaggio del Papa per il 150mo anniversario dell’Italia unita. Messaggio che il segretario di Stato, cardinal Tarcisio Bertone, ha consegnato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

“Per ragioni storiche, culturali e politiche complesse – scrive Benedetto XVIil Risorgimento è passato come un moto contrario alla Chiesa, al cattolicesimo, talora anche alla religione in generale. Senza negare il ruolo di tradizioni di pensiero diverse, alcune marcate da venature giurisdizionaliste o laiciste, non si può sottacere l’apporto di pensiero – e talora di azione – dei cattolici alla formazione dello stato unitario“. E ancora: “La costruzione politico-istituzionale dello Stato unitario coinvolse diverse personalità del mondo politico, diplomatico e militare, tra cui anche esponenti del mondo cattolico”. 

Quindi papa Ratzinger prosegue nella sua analisi storica: “Questo processo in quanto dovette inevitabilmente misurarsi col problema della sovranità temporale dei papi (ma anche perché portava ad estendere ai territori via via acquisiti una legislazione in materia ecclesiastica di orientamento fortemente laicista), ebbe effetti dilaceranti nella coscienza individuale e collettiva dei cattolici italiani, divisi tra gli opposti sentimenti di fedeltà nascenti dalla cittadinanza da un lato e dall’appartenenza ecclesiale dall’altro. Ma si deve riconoscere che, se fu il processo di unificazione politico-istituzionale a produrre il conflitto tra stato e chiesa che è passato alla storia col nome di ‘questione romana‘, suscitando di conseguenza l’aspettativa di una formale ‘conciliazione‘, nessun conflitto si verificò nel corpo sociale, segnato da una profonda amicizia tra comunità civile e comunità ecclesiale”. Ne consegue che “in definitiva la conciliazione doveva avvenire fra le istituzioni, non nel corpo sociale, dove fede e cittadinanza non erano in conflitto. Anche negli anni della dilacerazione i cattolici hanno lavorato all’unità del Paese”.
Basti pensare all’apporto dei politici cattolici alla stesura della Costituzione italiana del 1948…

“Il Cristianesimo ha contribuito in maniera fondamentale alla costruzione dell’identità italiana attraverso l’opera della Chiesa, delle sue istituzioni educative ed assistenziali, fissando modelli di comportamento, configurazioni istituzionali, rapporti sociali, ma anche mediante una ricchissima attività artistica: la letteratura, la pittura, la scultura, l’architettura, la musica”, scrive Benedetto XVI. Il Papa cita Dante, Giotto, Petrarca, Michelangelo, Raffaello, Pierluigi da Palestrina, Caravaggio, Scarlatti, Bernini e Borromini e prosegue: “Sono solo alcuni nomi di una filiera di grandi artisti che, nei secoli, hanno dato un apporto fondamentale alla formazione dell’identità italiana“.
Per il Pontefice, “anche le esperienze di santità, che numerose hanno costellato la storia dell’Italia, contribuirono fortemente a costruire tale identità, non solo sotto lo specifico profilo di una peculiare realizzazione del messaggio evangelico, che ha marcato nel tempo l’esperienza religiosa e la spiritualità degli italiani (si pensi alle grandi e molteplici espressioni della pietà popolare), ma pure sotto il profilo culturale e persino politico”.
E così, aggiunge Papa Ratzinger, “San Francesco di Assisi, si segnala anche per il contributo a forgiare la lingua nazionale; santa Caterina da Siena offre, seppure semplice popolana, uno stimolo formidabile alla elaborazione di un pensiero politico e giuridico italiano”.

Don Erasmo Matarazzo

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