Università – a Lettere si prosegue nella protesta

Occupazione simbolica
Ma senza danneggiare gli studenti che potranno sostenere gli esami
Con lezioni tenute dagli studenti in facoltà
Martedì 22 Giugno 2010 Area Sud Pagina 26
Fonte:Quotidiano La Provincia – Università A Lettere si prosegue nella protesta

universita di cassino scipero blocco esamiOccupazione simbolica con lezioni tenute dagli studenti in facoltà. Sembra essere questa la decisione presa dagli studenti della facoltà di Lettere e Filosofia e del polo distaccato di Scienze della Comunicazione di Sora nelle assemblee di ieri. Dopo la mobilitazione dei docenti, dunque, scendono in campo anche gli studenti in sostegno dei loro professori e per denunciare la loro preoccupazione per i continui tagli all’Università. «La nostra protesta – spiegano alcuni rappresentanti degli studenti – non vuole ledere assolutamente il diritto allo studio degli studenti che devono sostenere esami e sedute di laurea, ma in questi giorni in cui i nostri docenti hanno decretato il blocco della didattica anche noi esprimiamo un forte stato di preoccupazione non tanto per i tagli previsti dalla finanziaria, che pure sono assolutamente ingiusti e iniqui, ma tanto più per il Disegno di Legge Gelmini che sarà prossimamente in discussione al Parlamento e che mortifica la figura dei ricercatori e dell’Università». Proprio i ricercatori rappresentano ben oltre il 40% degli insegnamenti di tutto l’Ateneo e se il Ddl sarà approvato cosi com’è, l’Università di Cassino, cosi come tutti i piccoli e medi Atenei, rischia di dover ridurre di molto l’offerta formativa e, come affermato dal Preside Gentile nel corso del coniglio straordinario, «la facoltà di Lettere e Filosofia rischia di dover chiudere circa 5 corsi di laurea su 6». Gli studenti dunque si sono dati appuntamento per stamattina presso la facoltà di Lettere per impegnarsi in una serie di mobilitazioni e già durante i giorni di occupazione propongono «di mettere in campo una serie di iniziative volte a sensibilizzare e ad informare gli studenti sui rischi a cui va incontro l’Università pubblica e in particolare l’Ateneo di Cassino». Inoltre, sempre nell’assemblea studentesca di ieri, alcuni hanno pensato anche a forme di manifestazioni alternative che saranno discusse stamane (incontri con i docenti e ricercatori, cortei, manifestazione a Roma con altri Atenei) al di là dell’occupazione simbolica dell’edificio, per esternare i loro disagi e le loro preoccupazioni.

Blocco a oltranza a Ingegneria e Lettere

Fonte : La Provincia
SCARICA: La Provincia – Blocco a oltranza a Ingegneria e Lettere
Sabato 19 Giugno 2010 Area Sud Pagina 32
di Alberto Simone

Blocco a oltranza a Ingegneria e Lettere

facolta di ingegneria - cassinoBlocco a oltranza a Ingegneria e Lettere. Dopo una settimana di assemblee si va delineando qual è la linea intrapresa da ciascuna facoltà. Economia, che in un primo momento sembrava essere intenzionata a seguire la linea del blocco, dopo la riunione di mercoledi con la Preside Iannucci, ha invece deciso deciso che gli esami si terranno. Categoricamente esclusa fin dal principio qualsiasi tipo di protesta a Giurisprudenza, cosi come nessuna agitazione si è riscontrata nella facoltà di Scienze Motorie. Se al Campus Folcara la situazione procede dunque nella normalità, a Lettere e Ingegneria – le due facoltà più grandi – la protesta invece prosegue con forza e i docenti si dicono convinti che nei prossimi giorni anche gli altri atenei medio piccoli si asterranno dall’attività didattica per protestare contro il Ddl Gelmini e la finanziaria. Nella facoltà di Via Di Biasio è stato deciso ieri in un’assemblea con il Preside che per tutto il mese di Giugno certamente non si terranno appelli e sedute di laurea eccezion fatta per erasmus ed altri casi particolari. Il Preside si dice deciso ad andare avanti nella protesta perché «è nostro dovere – afferma – dimostrare che quando si esagera con i tagli all’Università noi sappiamo reagire. Se oggi riuscissimo a dimostrare di saper incidere, potremo avere più voce in capitolo in futuro e poi – continua Betta – non possiamo aspettare che si muovano i grandi Atenei perché ad essere fortemente danneggiate sono le Università medio piccole come Cassino quindi la protesta deve partire dal basso». A Lettere, a margine di un infuocato consiglio, i rappresentanti degli studenti hanno stilato un documento di comune accordo con il Preside e i presidenti di corso di laurea che prevede il blocco didattico per i prossimi dieci giorni, tutelando comunque borsisti, erasmus e laureandi i quali potranno svolgere regolarmente gli esami. Il 24 giugno in un’altra riunione con i rappresentanti si deciderà in che forma continuare – e se continuare – lo stato di agitazione. Una protesta – quella della facoltà di Via Zamosch – che vede coinvolti non solo i docenti ma anche molti studenti e i rappresentanti degli stessi che hanno approvato il documento redatto in cui si esprime un forte stato di preoccupazione per i continui tagli all’Università pubblica e incondizionato appoggio ai ricercatori fortemente danneggiati dal disegno di legge del ministro Gelmini. Nel corso del consiglio lo stesso Preside ha sensibilizzato gli studenti spiegando fattivamente a loro quali possono essere le conseguenze che potranno scaturire da tale riforma. «Il Ddl cosi com’è – ha ammonito Gentile – penalizza fortemente gli atenei come Cassino dove il 40% degli insegnamenti è tenuto da ricercatori, senza i quali, nella nostra facoltà, ci ritroveremo con 90 insegnamenti in meno è scomparirebbero di fatto 5 corsi di laurea su 6. Occorre dunque che studenti e docenti siano uniti per salvaguardare la figura dei ricercatori che significa salvaguardare il futuro della nostra Università e in particolare della facoltà di Lettere». In attesa di risvolti, gli studenti di queste due facoltà si dividono intanto tra chi pretende che siano ristabiliti subito gli esami per tutti e chi invece già dalla prossima settimana annuncia azioni forti di protesta a fianco dei ricercatori per difendere il loro futuro e quello dell’ Ateneo.

Università degli Studi di Cassino – Esami, blocco confermato dopo il Consiglio

Fonte:
La Provincia
Venerdì 18 Giugno 2010 Area Sud, pagina 26
di Sergio Procacci

SCARICA: Quotidiano La Provincia – Esami, blocco confermato dopo il Consiglio

universita di cassino scipero blocco esamiL’università è viva. Lo testimonia quanto è successo ieri in via Bellini, dove, alla convocazione di un Consiglio di facoltà straordinario hanno risposto in massa docenti e studenti. Il preside della Facoltà di Lettere, Sebastiano Gentile, ha esordito ricapitolando i precedenti della vicenda e testimoniando come vi sia una ferma volontà ad andare avanti nella protesta, prendendosi ulteriori dieci giorni per vedere come si muoveranno gli altri e, in linea di massima, continuando a garantire il servizio per i “casi speciali” dei laureandi, degli Erasmus e dei borsisti. Sostanzialmente si vuole porre l’accento sui nuovi tagli e catturare l’attenzione degli studenti che, secondo i professori, non si sarebbero interessati alla cosa se il Consiglio non avesse dato un segnale così forte come quello del blocco della didattica e, in particolare, degli appelli previsti nella sessione corrente. Si uniscono al coro del dissenso anche i ricercatori che, in posizione ancora più precaria, vedono nel blocco del “turn over”, o ricambio generazionale, e nell’abolizione degli scatti di anzianità un pericolo ancora più concreto. Molti i fischi che la platea studentesca ha rivolto all’elenco di una presunta serie di benefici e accortezze che la facoltà avrebbe concesso per fare più appelli del dovuto. Altrettanto forti gli applausi ad Elisa Ljiljanic, del Consiglio nazionale, che ha evidenziato come portare avanti la protesta sia nell’interesse di tutti e come vi sia una diffusa mancanza di qualità all’interno dell’ateneo. «Il rischio di un’università non più pubblica, ma per i soli che potranno pagarsela è imminente» dichiara. Il gruppo che ha animosamente seguito il dibattito, non si è però rivelato unitario, le molte divergenze hanno prodotto uno scontro tra il rappresentante degli studenti De Nisi e la Ljiljanic che ha portato il preside di facoltà al ripristino dei ruoli e all’interruzione della discussione. De Nisi, daltronde, si è fatto portatore del pensiero di molti studenti, che lo hanno applaudito, rifiutando il blocco degli appelli ed evidenziando come la preoccupazione del corpo docente sia divenuta tale solo quando sono state messe le mani nelle loro tasche. Gentile ha replicato che la questione economica, intesa come incremento di stipendio, sia del tutto secondaria e non sia nemmeno stata menzionata nel precedente consiglio del 10 Giugno. Dal Consiglio non è emerso alcun documento unitario e le decisioni finali sono state rimandate ad una riunione pomeridiana tra presidi di facoltà e rappresentanti degli studenti. Mentre Gentile ha provocatoriamente ribadito: «Se preferite una forma di protesta diversa, possiamo anche andare tutti nudi ad incatenarci a Montecitorio, ma facciamoci sentire!».