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27 Gennaio… Giorno della Memoria

« Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. » Questa e’ la poesia di Elie Wiesel che racconta il suo primo giorno di prigionia alla sola eta’ di quindicia anni. La letteratura dello sterminio ha lasciato una mole immensa di testimonianze, racconti e storie sulla parabola dell’Olocausto. Proprio la poesia, forse più di ogni altra forma di letteratura, riesce attraverso la sua forza evocativa a lasciare il segno. Un segno indelebile su ognuno di noi, che richiama alle immagini delle baracche di Birkenau che si spalancano a perdita d’occhio, che ci fa vedere la torre che bisogna attraversare per coprire il percorso di Birkenau. Un luogo scomodo, difficile da raggiungere, non solo con la mente. Le centinaia di migliaia di visitatori che ogni anno giungono in Polonia infatti si fermano ad Auschwitz I, solo i più testardi decidono di proseguire, di fare tre chilometri in più. E poi fermarsi di fronte alla judenrampe, il punto di arrivo dei convogli provenienti da mezza Europa dai quali scendevano i deportati. Li avveniva la prima selezione: a destra quelli destinati alle camere a gas, a sinistra tutti gli altri ovvero coloro che avrebbero lavorato, mangiato 350 di pane al giorno, il cui peso corporeo sarebbe arrivato, per i più fortunati, a 35 kg.
Birkenau e’ un secolo fatto luogo: arrivo’ a contare 500000 prigionieri, 22000 morti al giorno. Birkenau e’ un luogo che tutti dovremmo visitare: e’ un viaggio dentro la sciagura dell’uomo. Sciagura senza appello.
Oreste Di Vito

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Il Punto… Rimborsi elettorali di Oreste Di Vito

Ci avevano rassicurati. Era il 1993 e una maggioranza dell’85% aveva detto basta al finanziamento pubblico dei partiti politici. Abbiamo fatto finta di credere a quel referendum e a quella promessa. Ora la Corte dei Conti ci sbatte in faccia la realtà così com’è. Dal 1993 il finanziamento pubblico ai partiti è si sparito, ma come per magia è nato il rimborso elettorale. Subito qualche cifra: dal 1994 ad oggi sono stati rimborsati dallo stato ai partiti 2 miliardi 253 milioni di euro a fronte di 579 milioni spesi. Il ricavo a favore dei partiti è subito calcolato: 1 miliardo 674 milioni di euro. Il meccanismo che calcola il rimborso elettorale è piuttosto semplice nella sua perfidia: per chi partecipa alle elezioni sono previsti dei rimborsi in proporzione ai voti raccolti, ossia 4 euro l’anno per ogni elettore. Le elezioni sulle quali si percepisce il il rimborso sono quattro: politiche(dove il rimborso vale doppio perché camera e senato si calcolano separatamente), regionali ed europee. Il tetto che i nostri governati hanno deciso di attribuirsi annualmente vale la cifra di 200 milioni di euro, che in un quinquennio fa un miliardo di euro. Fin qui le previsioni normative, poi scavando nelle pieghe della legge si scopre che il rimborso non viene calcolato sull’ effettivo numero di votanti, ma sugli iscritti alle liste elettorali, numero che viaggia sui 50 milioni per la camera dei deputati a fronte di 37 milioni di persone che effettivamente si recano ai seggi. Un’altra bella notizia, per i partiti s’intende, arriva dalla soglia di sbarramento per accedere ai rimborsi: basta prendere l’1%. Per sedere sugli scranni parlamentari bisogna totalizzare il 4% e questo si capisce, è strumento per evitare la frammentazione politica, ma non vale per prendere il rimborso, lì basta l’1%. Non finisce qui: i partiti possono chiedere allo stato gli interessi legali in caso di ritardo nel pagamento dei rimborsi. E poi dici che ci si allontana dalla politica…
Oreste Di Vito

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il Punto… 01-07-2009 – Elezioni Provinciali 2009

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Vincenzo Argese © 2009 Elven.it approfondimento giornalistico, eventi, cultura, informatica