Terzo festival internazionale della fisarmonica digitale, l’impeto di Grayson Masefield

festivalSi è tenuta sabato 21 novembre a Roma la terza edizione del festival internazionale della fisarmonica digitale, un evento che anche quest’anno non ha mancato di riconfermare le aspettative degli anni precedenti. Nella suggestiva cornice della gremita Sala Sinopoli dell’Auditorium della Musica, i quindici concorrenti usciti a loro volta vittoriosi da rinomati concorsi nei loro rispettivi Paesi, hanno dato vita a una gara emozionante nella quale si sono esibiti provando sia la propria perizia, sia le potenzialità della tecnologia Roland applicata a uno strumento popolare come la fisarmonica acustica. Dopo i sentiti ringraziamenti ai presenti da parte di Ikutaro Kakehashi, fondatore della Roland Corporation, è toccato alla bellissima e disinvolta Alessandra Bellini (volto di numerosi spot televisivi, nonché attrice in molte fiction italiane di successo) presentare i vari musicisti provenienti da tutto il mondo: Germania, Belgio, Canada, Giappone, Francia, America, Spagna, Italia, etc … La competizione, conclusasi con la vittoria del neozelandese Grayson Masefield (in foto) grayson_masefield, seguito dal cinese Xiaonan Xu e dal francese Nicolas Koch, è stata un’occasione per assistere a uno spettacolo musicale che solo la V-Accordion, specie se suonata da simili esecutori, poteva regalare: un’invenzione che oltre al tipico suono dello strumento che tutti conoscono, affianca le possibilità di una comune tastiera o sintetizzatore. Ecco allora che brani celebri come “Fantasy” degli Earth Wind & Fire,”The flight of Utushka” di Gradin, Korsakov, Walraevens, “Asturias” di Isac Albeniz si sono colorati di sfumature nuove e imprevedibili secondo l’estro e l’inventiva dei pertecipanti. Discutibile, talvolta, se non improprio è stata la scelta di arrangiamenti filologicamente scorretti (per esempio fa sorridere che una “tromba” si ritrovi innaturalmente a produrre accordi), che in parte hanno influenzato negativamente il voto della giuria composta da celeberrime personalità del settore (per citare solo alcuni: Angel Luis Castano dalla Spagna, il nostro Renzo Ruggieri, Jacques Mornet dalla Francia). Passa purtroppo inosservata la poetica semplicità del concorrente svedese, Lisa Eriksson, tra i pochi a eseguire un brano di propria scrittura, o la breve ma energica vitalità di Rudik Yakhin dalla Germania. Le funamboliche acrobazie del secondo e terzo posto tuttavia non riescono, con sommo piacere di chi scrive, ad eguagliare la performance dell’applauditissimo neozelandese che restituisce ai presenti in sala un’originale versione di “Fragilissimo” di G. Hermosa, dove il suono diventa una musica siderale, e l’intervento della parola sconfina nel metateatrale grazie ad alcuni complici in sala. Suggestivo. Tecnica e poesia si sposano alla perfezione e, per un attimo, dissonanze tipiche di un linguaggio contemporaneo prendono il sopravvento senza però mai eccedere, contrappuntando pianissimi in un articolato e allo stesso tempo fragilissimo equilibrio. Grayson Masefield, osa, e vince. La serata, senza intoppi, vede anche l’intervento di alcuni ospiti d’onore come il noto ballerino Gianluca Lanzillotta (“Amici” di Maria De Filippi), che accompagna sinuosamente l’intervento musicale di due giovanissimi e talentuosi Mario D’Amario e Silke (astro nascente della canzone belga), e il corpo di ballo DanzareArte guidata da Alex La Rosa che, sulle note di Ludovic Beier, hanno offerto al pubblico femminile e maschile presente in sala la giusta dose di godimento uditivo e visivo. Al prossimo anno.