Era il 26 gennaio 1994 il giorno, il mese e l’anno in cui Silvio Berlusconi, dopo diciotto anni di televisione, scendeva in politica. Ma è stato negli ultimi sedici anni che l’Italia è cambiata. Se ai tempi della sola tv, il mutamento della società era stato solo proposto grazie a un nuovo modo di fare televisione che forniva una nuova scala di valori all’audience televisivo (che poi sceglieva se approvarla o meno in modo democratico), è stato dalla discesa in politica in poi che l’azione sinergica di una duplice presenza, mediatica e politica, entrambe democratiche ma antidemocratiche se si presentano insieme unite nello stesso uomo, ha cambiato in modo radicale la società. Oggi, a sedici anni da quel 26 gennaio, sono molti i giovani imprenditori plasmati da quei valori mediatici e politici. Due esempi su tutti di questi giovani rampanti potrebbero essere il 35enne Giampaolo Tarantini e il 39enne Diego Anemone. Il primo finito in uno scandalo sulla sanità in Puglia, il secondo nel più attuale sulla ricostruzione in Abruzzo. Avevano, rispettivamente, 19 e 23 anni nel 1994 quando Berlusconi, all’epoca ritenuto l’esempio dell’imprenditore vincente, entrava in politica. Se il Presidente del Consiglio per questi due imprenditori abbia rappresentato un esempio è tutto da dimostrare, come anche se su di loro la televisione abbia mai esercitato un qualche ascendente. Un dato, però, accomuna in maniera evidente i due: entrambi, a quanto rivela la magistratura inquirente, hanno fornito prostituzione al potente di turno per garantirsi i migliori affari. Di questi tempi una prassi, quando si raggiungono determinati livelli, che forse rende più comprensibile come imprenditori di per sé giovani, in un paese gerontocratico e dove proprio i giovani vivono la realtà dei contratti di collaborazione e a termine anche in età avanzata, siano riusciti a raggiungere tanto velocemente appalti a così tanti zeri. Forse, e non è una battuta, dovrebbero ringraziare chi inventò la pillola blu del Viagra. E chi ne abusa. Perché anche così si comprende come la prassi dell’offerta di prostituzione si sia insediata nei Palazzi: quelli dove, in un’Italia economicamente affatto liberale, si decidono gli affari e si perpetua il potere. E se è vero che donne, soldi e potere hanno spesso viaggiato a braccetto nell’immaginario maschile italiano, e non solo, c’è da tenere presente un dato ulteriore: l’attuale fusione, tutta nostrana, tra politica e un certo mondo dello spettacolo. In quest’ultimo si è sempre malignato su come le donne, di talento e non, per fare carriera abbiano dovuto spesso cedere al potente regista o editore di turno. Ma ci chiediamo: e se, per ipotesi, quel sistema fosse stato trasposto in politica da chi meglio lo conosceva? E ancora: e se fosse poi stato applicato in ogni suo campo assumendo a prassi? Certamente in politica, differentemente dallo spettacolo, ogni errore diverrebbe facilmente un’arma di ricatto nei confronti del politico stesso … Ma se esistesse una giusta ricompensa e a prostituzione corrispondesse un elezione? E se quel sistema, sempre per ipotesi, favorisse anche gli affari privilegiando chi offre prostituzione, e non solo, per ottenere un appalto? Inutili le ribellioni dove tutti vengono ripagati. E nessuno scandalo in una società dove i valori, diffusi dai media, sono in mano a un unico padrone che li gestisce come meglio crede. “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”, fu profeta Dante. Che però non poteva immaginare come il suo Paese, nel 150° anno della sua Unità, sarebbe stato guidato da attempati politici utilizzatori accaniti di pillola blu.
Dallo spettacolo alla politica: affari, prostituzione e viagra
- Autore: Francesco Furlan : : Pubblicato: Feb 21st, 2010 : : Commenti: None
- Categoria: Editoriali
Regionali 2010 – Fiorito, Polverini, Alemanno Teatro Nestor Frosinone
- Autore: Vincenzo Argese : : Pubblicato: Feb 21st, 2010 : : Commenti: None
- Categoria: Frosinone e provincia
Successo per il laboratorio di politica ACLI, Bartolomeo presenta la sua candidatura in regione
Agorà- Laboratori di politica è stato il titolo di una tre giorni di incontri promossa a Formia presso le aule del Centro Coni Bruno Zauli dalla Fondazione “Achille Grandi” e dalle Acli provinciali di Latina presiedute da Sandro Bartolomeo. Una tre giorni in cui i partecipanti, oltre quaranta, hanno potuto apprendere, attraverso insegnanti professionali e preparati, quali Massimo Salesi per la Fondazione Achille Grandi e Filippo Cardaci, responsabile sportelli Acli per l’immigrazione della provincia di Varese, i meccanismi che presiedono alle dinamiche del consenso sociale, oltre ad avere l’opportunità di riflettere e confrontarsi con altre persone sui propri valori individuali, sperimentando come attuare una efficace campagna di azione politica. Particolare attenzione è stata data all’analisi, agli strumenti e alle tecniche della comunicazione di massa, con riferimento ai media convenzionali e alla Rete Internet. Se, infatti, il primo giorno ci si è adoperati a un’analisi critica dei mezzi di comunicazione di massa ovvero come e perché le persone formano le loro opinioni ed in base a quali “logiche” un “evento” diventa “notizia”, successivamente si è passato all’elaborazione e gestione delle notizie evidenziando la propria percezione del reale e insita mappa dei valori. Infine il terzo giorno si è affrontato il mondo di internet attraverso una riflessione dal punto di vista delle persone. Soddisfazione è stata espressa dal presidente Sandro Bartolomeo che, a chiusura del corso, ha inteso premiare con un attestato i numerosi partecipanti condividendo con loro una riflessione sulla politica attuale. Ma anche, in esclusiva per Elven.it, sulle prossime elezioni regionali che lo vedranno confrontarsi nelle liste del Partito Democratico a sostegno di Emma Bonino, candidata alla presidenza della Regione Lazio.
- Autore: Francesco Furlan : : Pubblicato: Feb 16th, 2010 : : Commenti: None
- Categoria: Latina e provincia






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