Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. Succede a Dario Franceschini. Le primarie sono state chiare nel risultato. Quasi ovunque Bersani ha ottenuto oltre il 50% dei consensi dal suo popolo democratico. Risultato scontato? Si. Dietro Bersani c’è il sostegno dell’ex presidente del consiglio Massimo D’Alema. Dietro l’antagonista Franceschini, nell’ombra, l’ex segretario Veltroni. Due idee di partito opposte e antitetiche. Da una parte l’idea di un macchina strutturata con sezioni dislocate sul territorio in modo scientifico, dall’altra l’idea di un partito all’americana che si mette in moto per gli appuntamenti elettorali.
Dov’è dunque il fallimento dell’idea americano-veltroniana? Primariamente il problema dell’idea veltroniana di partito fallisce nel momento in cui gli antagonisti politici, prima tra tutti la Lega Nord, si strutturano capillarmente sul territorio. Veltroni, nel momento in cui studia il suo partito, probabilmente pensa a un’Italia dal diffuso sentimento anti politico. Che questo pensiero gli sia dettato dal berlusconismo che in sè porta diffusi contenuti anti establishment/casta non è così campato in aria. Il sentimento anti casta è presente e a sostegno ci sono successi letterari quali quello di Stella e Rizzo. Ma c’è un però. Di fatto, l’idea di Veltroni, risulta perdente soprattutto nel nord Italia dove l’elettorato resta orfano delle sezioni ex Pci per dirigersi verso quelle nascenti della Lega Nord attente alle quotidiane esigenze di una popolazione alle prese, più che al centro e al sud, con il problema sicurezza accentuato nella percezione dei cittadini grazie anche alla sovraesposizione mediatica di fatti di cronaca di per sè dal carattere unico. Da segnalare in proposito una recente analisi che sottolinea come durante i governi di centrosinistra le televisioni in particolare accentuino i contenuti di cronaca nera riducendoli sotto i governi di centrodestra. Non per nulla l’ultima campagna elettorale nazionale visse, soprattutto all’inzio, sull’omicidio, a opera di due rumeni, della signora Reggiani a Roma. Tornando alle primarie di fatto premiano una concezione di partito presente sul territorio che va incontro alle esigenze del cittadino e, almeno teoricamente, le risolve. Primo compito di Bersani da qui alle prossime elezioni nazionali, e probabilmente il neo segretario lo ha ben chiaro sin da quando annunciò la sua candidatura, e D’Alema d’altronde lo sottolineò più volte durante le serate dell’ultima Estate Romana, sarà quindi quello di capillarizzare la presenza delle sezioni Pd sul territorio, soprattutto nel nord Italia in modo da stapparlo al controllo leghista.
Diversa la situazione al sud dove, viceversa, il successo di Bersani è stato in alcuni casi quasi imbarazzante per dimensioni: 77,2% in Calabria, 78,2% in Molise, 61,8% in Campania. Tolto il Molise, la Calabria, dove ‘regna’ Loiero, e la Campania, di Bassolino, non sono certo regioni, peraltro amministrate dal centrosinistra, che emergano per particolari virtù. Anzi. E il fatto che proprio Bassolino e Loiero abbiano sostenuto la mozione Bersani lascia intendere come in questa vittoria non tutto sia oro colato. Ancora più curioso il dato siciliano dove Bersani, a seggi ancora aperti, è superato da Franceschini che raccoglie il 51,2%. Probabilmente l’unica regione in cui Bersani viene battuto. Diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca. E’ probabile che qui, regione dominata dal centrodestra, non siano pochi gli ‘infiltrati’ che siano stati indirizzati a votare per il segretario reggente uscente ritenuto, probabilmente, più debole e meno fastidioso dell’emiliano.
Andando sul Lazio, alla maggior parte di noi più vicino, se da un lato ha fatto registrare una diminuzione dei votanti dovuti anche allo scandalo che ha visto protagonista il governatore Marrazzo, è da sottolineare la vittoria, anche se non ha superato il 50% dei consensi, alla segreteria regionale di Alessandro Mazzoli presidente della provincia di Viterbo. Mazzoli è stato infatti eletto presidente all’ultima tornata elettorale di giugno appoggiato dal Partito Democratico e dall’Udc. Non un caso oggi possa diventare segretario regionale. Mazzoli rappresenterebbe, di fatto, la riuscita di un esperimento elettorale che in molte parti d’Italia era stato proposto proprio alle provinciali e che ha buone possibilità di esere riproposto alle prossime regionali. In questo quadro lo scandalo Marrazzo pare quindi assumere contorni diversi. Senza il cosiddetto sexy gate, infatti, Marrazzo sarebbe stato dovutamente riproposto all’elettorato ma allo stesso tempo, probabilmente, non sarebbe nemmeno stato possibile pensare un appoggio dell’Udc. Con Marrazzo fuori dai giochi, invece, l’alleanza Udc-Pd alle Regionali, sul modello Viterbo, appare molto più plausibile, seppure a livello di amministrazioni locali e provinciali, vedi Latina, potrebbe andare a rompere equilibri che sembravano consolidati. Scandalo Marrazzo pensato a tavolino? Difficile da credere anche se i fatti, vedi ad esempio lo scandalo intercettazioni targato Storace alla passate Regionali, fanno pensare che negli ambienti politici di sinistra, di centro e di destra, la debolezza del Governatore fosse risaputa. E tollerata come (sigh!), una carta da giocare al momento opportuno dall’una o dall’altra parte. Proprio per questa massima solidarietà a Marrazzo da parte nostra.
Ultimo punto di questa breve analisi, infine, va dedicato proprio a Marrazzo e al filmato che lo ritrae in atteggiamenti equivoci. La cronaca racconta del presidente del consiglio Berlusconi che telefona al governatore per avvisarlo del filmato, per rassicurarlo che il suo gruppo editoriale non lo avrebbe pubblicato e, infine, per consigliarlo di contattare i detentori del filmato, di cui fornisce i numeri di telefono dell’agenzia detentrice del video, per provare a ritirarlo dal mercato (fonte Corriere della Sera 26 ottobre 2009). Beh, noi dal presidente del consiglio ci saremmo aspettati molto meno. Essendo un uomo delle istituzioni, ci saremmo accontatati del consiglio di denunciare gli estorsori alle forze dell’ordine. Ma queste non sono cose che consiglia chi si è autodefinito il miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni…


(La Provincia Frosinone 27 ottobre 09) E’ nato ad Ausonia il primo circolo intercomunale dell’Italia dei Valori. Il circolo raccoglie intorno a sé tutti i comuni che costituiscono il collegio elettorale di Esperia. Nella serata di ieri, primo incontro nella nascente sede di via Roma, oltre i rappresentanti dei singoli comuni, era presente Viviana Fuoco, segretario dell’Italia dei Valori per la provincia di Frosinone. All’ordine del giorno diverse questioni tra le quali l’organizzazione logistica della sezione, le linee guida da seguire nell’organizzazione territoriale, l’individuazione, all’interno del collegio, di un possibile candidato per le prossime elezioni regionali, la campagna di tesseramento che si chiuderà il prossimo 20 novembre e che porterà alla nomina dei delegati per il primo congresso nazionale che si terrà a Roma il 6 e 7 febbraio 2010 dove il partito del gabbiano stabilirà la sua linea programmatica che avrà come primo firmatario chi si candiderà alla presidenza del partito. Anche il circolo intercomunale che fa riferimento al collegio di Esperia è, quindi, alla ricerca di donne e uomini onesti che intendono attivarsi sul proprio territorio e poi farsi sentire dal territorio fino al livello nazionale. Nelle prossime settimane, quindi, nei comuni del collegio, il partito organizzerà incontri e dibattiti su alcuni temi specifici facenti riferimento, in particolare, ai problemi socio – economico – ambientali del territorio volti a sensibilizzare i cittadini e a raccogliere adesioni al progetto politico dell’Italia dei Valori.
Si è svolta sabato la “Giornata per l’integrazione a partire dai giovani”, organizzata dall’Associazione di Volontariato “Il Pozzo di Isacco Onlus” con il contributo della Regione Lazio, presso l’Istituto di Istruzione Superiore Martino Filetico di Ferentino. La manifestazione ha avuto inizio con il convegno sul tema dell’integrazione introdotto dal prof. Colafranceschi, docente di religione del liceo classico, che dopo aver dichiarato esplicita stima nei confronti del lavoro dell’associazione promotrice dell’incontro, ha commentato il libro “La speranza viene dal mare, teorie, presupposti e ostacoli al mito dell’integrazione nella società multiculturale”, scritto dal team di collaboratori dell’associazione – Severo Lutrario, Maria Mazzocchia, Antonello Lo Presti e Padre Alex Zanotelli –.
“Si tratta certamente di un libro coraggioso – ha detto Colafranceschi -, che indaga tematiche di estremo interesse ed esprime preoccupazione per lo stato attuale di problematiche socio-economiche che caratterizza la società multiculturale. Per me potrebbe tranquillamente essere utilizzato come testo scolastico per integrare il programma con gli argomenti di attualità di cui difficilmente si parla a lezione”. A seguire, l’intervento della preside De Camillo, che ha dichiarato profondo interesse per il percorso formativo proposto dall’associazione: “Sono assolutamente convinta che la proposta progettuale dell’associazione di dar seguito a questo incontro odierno con un percorso formativo nelle classi possa fornire agli studenti le conoscenze su tematiche non tipicamente scolastiche”. A rappresentare le istituzioni sono intervenuti l’assessore Regionale Anna Salome Coppotelli e il sindaco di Ferentino, Piergianni Fiorletta, i quali hanno speso parole di apprezzamento nei confronti dell’impegno con cui l’associazione persegue obiettivi rilevanti per l’intera società. I relatori sono stati introdotti da Antonello Lo Presti, presidente dell’associazione “Il Pozzo di Isacco”, che ha focalizzato l’attenzione dei ragazzi sui fattori che causano una cattiva integrazione degli stranieri sul nostro territorio, primi fra tutti i pregiudizi e la chiusura nei confronti della diversità. Di seguito gli interventi dei relatori: Maria Mazzocchia, sociologa specializzata in relazioni interculturali, ha spiegato ai ragazzi l’importanza dell’integrazione tra culture diverse e i meccanismi che ostacolano la convivenza pacifica rendendola un mito: “Per integrazione non bisogna intendere l’assorbimento della cultura straniera, causa della scomparsa di alcuni tratti caratteristici di essa, ma un arricchimento reciproco, uno scambio bidirezionale… è uno strumento di massima importanza per rendere vivibile la società multiculturale e per sconfiggere la disuguaglianza sociale”;
Padre Claudio Ciubotariu, gesuita romeno, che ha spiegato brevemente la storia della Romania e i fattori che hanno condotto ad una situazione problematica che induce all’emigrazione di numerosissime persone, soprattutto giovani; infine AbdelAzim Koko, giornalista e rifugiato sudanese, ha catturato l’attenzione degli studenti con la sua forte testimonianza di perseguitato politico costretto alla fuga per scampare a detenzione e tortura: “Quando sono arrivato in Italia, a Roma, ho trovato accoglienza nel Centro Astalli, dove mi hanno aiutato finché ho avuto bisogno di protezione e di un pasto caldo… ho fatto molti lavori diversi, oggi sono il Responsabile del Centro di seconda accoglienza Astalli di Trento e vivo finalmente sereno”. A conclusione delle testimonianze gli studenti hanno dimostrato interesse ponendo delle domande relativamente alle attività svolte dall’associazione a cui ha risposto Lo Presti: “Sosteniamo economicamente una casa famiglia per bambini orfani o abbandonati dai genitori ed uno studio dentistico in Romania… inoltre annualmente garantiamo un sostegno agli studenti stranieri all’estero ed in Italia, mediante delle borse di studio… sul territorio progettiamo azioni di promozione dell’integrazione come la giornata che condividiamo quest’oggi insieme a voi”. Al termine del convegno gli studenti hanno avuto modo di sperimentare subito l’aspetto culinario della multiculturalità consumando nel piazzale sottostante l’istituto alcune pietanze preparate dalle comunità turca, romena, nigeriana, russa e italiana. Anche il prof. Colafranceschi, la preside De Camillo, e l’assessore regionale Anna Salome Coppotelli, si sono intrattenuti per degustare le varie pietanze contribuendo a creare un momento conviviale davvero partecipato. A seguire il gruppo di musicisti veneti “Pelli sintetiche” ha intrattenuto i partecipanti con musica etnica e momenti di condivisione.




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