Un paradosso: è immaginabile un ente che stipuli una assicurazione a favore di un suo amministratore per un eventuale danno prodotto dallo stesso amministratore nell’esercizio delle sue funzioni? Ebbene non è solo immaginabile, ma reale e realizzabile. La regione Lazio con legge More…n. 48 del 1988 ha adottato un sistema di copertura assicurativa a favore della regione stessa. Letteralmente si legge nel testo: “Per i rischi derivanti dall’espletamento di compiti istituzionali collegati con la carica ricoperta e riguardanti la responsabilità patrimoniale, amministrativa e giudiziaria, comprese la responsabilità per danni cagionati allo Stato, alla pubblica amministrazione e alla regione ed alla responsabilità contabile”. Ciò che lascia perplessi in questa vicenda non è il fatto che si possa stipulare una assicurazione contro eventuali danni, ma il concetto assurdo che a pagare siamo noi, i contribuenti. Ve lo diciamo semplicemente, senza tecnicismi: l’amministratore fa un danno e l’ente amministrato, attraverso una polizza, paga. Questo significa solo una cosa: che siamo noi concittadini contribuenti a pagare, visto che è la stessa amministrazione che stipula la polizza. Immaginate l’assurdo: essere investiti ed essere costretti a pagare, ovvero nel caso di una polizza rc auto se a pagare i danni venisse chiamato, lo ribadiamo, l’investito e non l’investitore. Paradossalmente attraverso questo meccanismo, nel pieno rispetto della legge, … appunto la legge …, chi amministra può rischiare di non rispondere più del proprio operato, tanto paga l’assicurazione.
La copertura assicurativa della regione
- Autore: Oreste Di vito : : Pubblicato: Oct 13th, 2007 : : Commenti: None
- Categoria: Editoriali
L’indennità regionale per i portaborse
Questo articolo trae spunto dall’inchiesta di un ottimo collega del Corriere della sera, Alessandro Capponi, il quale rovistando fra il bilancio della Regione Lazio ha scoperto la voce “Fondo per il mantenimento del rapporto eletto – elettore”. Ci proponiamo due cose nelle righe che seguono: la prima è di spiegare ai nostri lettori a cosa serve questo fondo, la seconda si concretizza in un invito ai nostri consiglieri regionali a documentare, se lo vorranno su questo giornale, le spese affrontate con tale fondo. Spieghiamo innanzitutto di cosa si trattaMore…: ad ogni consigliere della regione Lazio spettano ogni mese 4.190 euro. Con questi soldi, i consiglieri affrontano le spese le spese dei portaborse, le spese delle sedi elettorali, le spese per i manifesti elettorali, le spese per i consulenti. In pratica accade quello che è previsto per i parlamentari: deputati e senatori hanno diritto allo stesso emolumento mensile. Il dato complessivo annuo recita di una spesa complessiva per questa voce pari a 3 milioni e mezzo di euro, non certo una cifra irrisoria. La nostra regione ha un peso politico economico non indifferente: un suo bilancio annuale vale 12 miliardi di euro. Di certo con questa voce si finisce per appesantire tale bilancio, ma si sa la politica costa e fin qui tutto fila. Poi però, ci sembra che qualche passaggio stenti ad essere capito. Ci riferiamo al fatto che dei 4.190 euro i settanta consiglieri facciano una autocertificazione delle spese, sì avete capito bene un’autocertificazione. La legge prevede infatti che attraverso una semplice dichiarazione si possano ottenere i soldi ogni mese. Ossia loro dichiarano quello che spendono e i soldi arrivano, senza bisogno di alcuna fatturazione che attesti le spese. Ci dobbiamo, ma sarebbe meglio usare il condizionale, fidare di quello che i consiglieri decidono di autocertificare. Noi siamo pronti, ritornando al secondo auspicio prima mensionato, ad ospitare su queste colonne mensilmente una documentazione delle spese effettuate per l’indennità portaborse dai nostri 70 rappresentanti regionali. Siamo certi che i nostri consiglieri risponderanno positivamente a tale richiesta visto che si tratta “semplicemente” di documentare come vengono spesi i soldi di tutti i contribuenti del Lazio.
- Autore: Oreste Di vito : : Pubblicato: Oct 6th, 2007 : : Commenti: None
- Categoria: Editoriali
Federalismo all’italiana
Un capitolo della organizzazione regionale che secondo noi vale la pena affrontare è quello riguardante uno degli aspetti l’autonomia statutaria fortemente voluta dall’intero arco politico. In conformità a questo principio, che in teoria dovrebbe servire a responsabilizzare cittadini e amministratori, ciascuna regione può in assoluta autonomia determinare il numero dei propri consiglieri: non solo può anche deciderne gli emolumenti che a loro spettano, cioè gli stipendi. La regione Lazio ha deciso di aumentareMore… il numero dei propri consiglieri, passando dai vecchi 60 agli attuali 70. Altro dato che sembra doveroso sottolineare: gli assessori da 12 sono diventati 16 e le commissioni consiliari da 14 sono aumentate di 10 unità, 24 per l’esattezza. La domanda che una persona di buon senso si farebbe a questo punto è la seguente: c’è una forma di controllo in tutto questo? ovvero ci sono organi che vigilano? A questo punto si passa dal serio al faceto e sapete perché? È presto detto: ciascuna regione nomina due consiglieri destinati a supportare l’operato della Corte dei Conti. Sì avete capito bene: il controllato nomina i suoi controllori, i quali, una volta insediati, vigileranno sugli atti che la regione stessa, la quale, è bene rimarcarlo, li ha nominati, porrà in essere. Come al solito tutto regolare, tutto in base a quanto prevede la “Legge La Loggia” di quattro anni fa. Ciliegina sulla torta: l’incarico politico, perché tale è visto che i giudici sono di nomina politica, è rinnovabile per altri cinque anni ovviamente sempre attraverso nomine regionali. Senza dottoreggiare sui massimi sistemi, siamo certi di poter affermare che tale sistema, dove il controllato decide chi deve controllarlo, rappresenti come sempre più tristemente accade, una perla del nostro Paese che sicuramente il resto del globo non ci invidierà.
- Autore: Oreste Di vito : : Pubblicato: Oct 6th, 2007 : : Commenti: None
- Categoria: Editoriali






Commenti recenti