A volte il destino si ferma su un pianerottolo, a due metri da te. Sceglie, il destino. Non bussa alla tua porta, ma a quella di fianco, dove ci sono tua sorella di otto anni e tua nonna: e le porta via, per sempre. Tu sei ad un soffio da loro, la porta accanto è quella che ti sta risparmiando l'oblio. E la parabola della tua vita si staglia in quel metro che ti separa da quella porta sullo stesso pianerottolo. E ti lascia vivere, il destino. Forse ha scelto te, in memoria di milioni di morti. Dovrai testimoniare, fino a quando avrai fiato in gola. Questa è la storia di Nando Tagliacozzo, ingegnere ebreo. Racconto di vita, il suo, fatto a Coreno Ausonio in occasione del premio nazionale di poesia “L'Olocausto” promosso dall'amministrazione comunale corenese. Occasione, come ha ricordato il sindaco Domenico Corte, per tenere accesi i riflettori su quella che è stata la più grande tragedia dell'umanità. Presenti a Coreno le autorità locali ed il vescovo di Gaeta di fronte ad una platea di ragazzi di scuole elementari e medie che hanno preparato cartelloni, scritto e commentato la storia dell'olocausto. La platea ammutolisce quando prende la parola Nando Tagliacozzo. Racconta tutta d'un fiato la sua storia. Le date scolpite nella mente: 16 ottobre 1943, rastrellamento del ghetto di Roma. E lui, un bambino di pochi anni, quel giorno in casa con il papà e la madre. Nell'altro appartamento la sua sorellina e sua nonna. In quegli attimi in destino sceglie: lui ed i suoi genitori vivi, sua sorella e sua nonna ad Auschwitz. Non le rivedrà mai più. Il passaggio successivo del suo narrare parla del rifugio in un convento durato mesi. Lui ed il resto della famiglia salvati dalle suore, non il suo papà purtroppo. Dopo pochi mesi fu, attraverso un falso appuntamento, venduto ai nazisti. Il tono della voce sempre fermo, le parole misurate: ad un certo punto, però, Nando Tagliacozzo sembra non riuscire a proseguire. La voce si fa rotta, adesso parla della moglie. Anche lei ebrea, anche lei salva, fuggita in Svizzera. Le lacrime si strozzano in gola. E' un racconto straziante. E' un racconto che ognuno di noi dovrebbe ascoltare. Per non dimenticare.
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AMIANTO A VILLA SANTA LUCIA: LETTERA APERTA DEL SEGRETARIO DEL PD RENATO LANZALONE
Scritto da PD Villa Santa Lucia
Lunedì 01 Febbraio 2010 15:08
LETTERA APERTA DEL SEGRETARIO DEL PD DI VILLA SANTA LUCIA RENATO LANZALONE: "BEN VENGANO I CONTROLLI. LA CITTADINANZA. CHIEDE UNA MAGGIORE INFORMAZIONE A RIGUARDO"
Il Segretario del Circolo del Partito Democratico del Comune di Villa Santa Lucia Renato Lanzalone, esprime il proprio parere sulla prospettata possibilità che il territorio comunale ospiti un impianto di smaltimento di amianto: "Negli ultimi giorni abbiamo appreso dalla stampa locale che il territorio di Villa Santa Lucia sta per ospitare un impianto di smaltimento di amianto. Premetto che, la notizia ha colto di sorpresa non solo me, ma tutta la cittadinanza. Infatti, nessuno ci aveva informato di questa possibilità. Certamente si tratta di un progetto delicato, in particolare, sotto il profilo della tutela ambientale e della salute. Ritengo che, il problema coinvolga non solo il territorio di Villa Santa Lucia ma l'intera Provincia di Frosinone, a partire dai Comuni limitrofi. Dobbiamo batterci tutti insieme per impedire che tale progetto possa realizzarsi. Non posso affermare di conoscere nei particolari il progetto, questo anche a causa della ingiustificata "segretezza" tenuta sino ad oggi sull'argomento. Ma certamente, tutti siamo a conoscenza della nocività dell'amianto. Leggi 0 Commenti... >>
Ultimo aggiornamento Martedì 02 Febbraio 2010 07:36
Ausonia! Questo Consiglio Comunale on line è una bella soddisfazione per tutti. E' un momento che noi di Elven.it definiremmo, senza paura di enfatizzare, storico. Qualunque cosa vedremo, la vedremo noi e la vedranno tutti i cittadini che vogliono bene al nostro paese: Ausonia. E non è poco. Ausonia ora è di tutti. Anche di chi non ci è mai stato ma vuole conoscerla anche grazie al nostro Consiglio Comunale. E' un'opportunità in più per tutti i nostri concittadini. Una vetrina sul mondo. Facciamo bella figura ma restiamo Ausonia. Grazie a tutti quelli che hanno potuto permettere, con il loro impegno e determinazione, che questo potesse accadere. La democrazia è bella anche perchè tutti possono partecipare. Ora che il Consiglio Comunale è disponibile a tutti, tutti hannoo la possibilità di sapere cosa succede. Di non doverselo sentire raccontare. Ora tutti possono farsi un'idea. Essere d'accordo o in disaccordo. Potersi poi incontrare sulla Piazza, il nostro Tansatlatico, e discutere per proporre, ricominciare, e trovare sempre soluzioni migliori. Siamo sicuri che grazie all'entusiasmo e alla dinamicità dei nostri Consiglieri Comunali, l'appuntamento con il Consiglio Comunale su elven.it sarà frquente e diventerà un piacevole momento di incontro: di vita di paese. Come un Consiglio Comunale, di qualsiasi Comune si parli, grande o piccolo che sia, noi crediamo è. E che i più giovani aiutino quelli meno esperti, e che non possono venire di persona in Consiglio, ad andare su internet per dare un'occhiata. Elven.it è lì per voi. Buon lavoro a tutti. A voi Sindaco, Giunta, Consiglieri Comunali, di maggioranza e opposizione, Pubblica Amministrazione che li assistete, e a noi che veniamo a riprendervi. E, infine il ringraziamento più importante. Ai cittadini di Ausonia che ora hanno un occhio in più su Ausonia. Ve lo avevamo promesso sei mesi fa. E ci siamo riusciti grazie a voi. Grazie Ausonia! Leggi 0 Commenti... >>
Ultimo aggiornamento Martedì 26 Gennaio 2010 00:44
27 Gennaio... Giorno della Memoria
Scritto da Oreste Di Vito
Martedì 26 Gennaio 2010 23:12
« Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. » Questa e' la poesia di Elie Wiesel che racconta il suo primo giorno di prigionia alla sola eta' di quindicia anni. La letteratura dello sterminio ha lasciato una mole immensa di testimonianze, racconti e storie sulla parabola dell'Olocausto. Proprio la poesia, forse più di ogni altra forma di letteratura, riesce attraverso la sua forza evocativa a lasciare il segno. Un segno indelebile su ognuno di noi, che richiama alle immagini delle baracche di Birkenau che si spalancano a perdita d'occhio, che ci fa vedere la torre che bisogna attraversare per coprire il percorso di Birkenau. Un luogo scomodo, difficile da raggiungere, non solo con la mente. Le centinaia di migliaia di visitatori che ogni anno giungono in Polonia infatti si fermano ad Auschwitz I, solo i più testardi decidono di proseguire, di fare tre chilometri in più. E poi fermarsi di fronte alla judenrampe, il punto di arrivo dei convogli provenienti da mezza Europa dai quali scendevano i deportati. Li avveniva la prima selezione: a destra quelli destinati alle camere a gas, a sinistra tutti gli altri ovvero coloro che avrebbero lavorato, mangiato 350 di pane al giorno, il cui peso corporeo sarebbe arrivato, per i più fortunati, a 35 kg.
Birkenau e' un secolo fatto luogo: arrivo' a contare 500000 prigionieri, 22000 morti al giorno. Birkenau e' un luogo che tutti dovremmo visitare: e' un viaggio dentro la sciagura dell'uomo. Sciagura senza appello. Leggi 2 Commenti... >>
Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Gennaio 2010 12:26